Ancora disagi per chi viaggia con la Circum

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Ore di attesa per treni fantasma. I capitreno continuano a rifiutarsi di effettuare lo straordinario e ieri, secondo l’Eav, si è riscontrato un anomalo ricorso alla malattia. Una situazione che ha portato alla semiparalisi del servizio, con treni soppressi e ritardi. Ieri sono state cancellate 53 corse su un totale di 268. Migliaia di passeggeri sono andati nelle stazioni e hanno atteso, invano, il sopraggiungere del loro treno. Hanno dovuto aspettare anche un’ora prima di riuscire a salire su un convoglio. Con ritardi medi di circa 20 minuti.

Disagi per i viaggiatori che si servono della Circum che sono la conseguenza di una forma di protesta (“non collaborazione con l’azienda”, la definizione dei sindacati) che nasce da una divergenza sul servizio di controllo dei biglietti. L’Eav, infatti, ha creato un settore a sé, sganciandolo da quello dei trasporti. Un capotreno, nell’arco della sua giornata lavorativa, deve stare sui convogli ma deve anche provvedere alla verifica dei ticket.

E con la nuova organizzazione deve far riferimento a due settori diversi: una procedura che non è piaciuta ai sindacati, in particolare a Cisal e Orsa, che hanno avviato l’iter che potrebbe portare ad uno sciopero. Ieri le parti si sono incontrate in Prefettura e non hanno trovato un accordo: l’astensione dal lavoro si avvicina, ma i disagi nascono da una protesta parallela, che sta mandando in tilt la Circumvesuviana.

La decisione di rifiutare di effettuare lo straordinario è stata presa quattro giorni fa dopo un’assemblea della Cisal. “Non siamo soddisfatti di come l’azienda sta gestendo questa vertenza, ma nemmeno di tante altre questioni: la sicurezza, la qualità del servizio, la lotta all’evasione – spiega il sindacalista Luciano Graziano -. Deve essere chiaro che si tratta di decisioni spontanee dei lavoratori, nessuno li costringe”.

Il punto è che il ruolo del capotreno in Circum è strategico: ce ne sono 105, ma per coprire tutti i turni bisogna arrivare a 129 unità. Ne mancano, insomma, 24 e per questo ogni giorno si ricorre allo straordinario. Un lavoratore può rifiutarsi, così come può legittimamente mettersi in malattia, ma nell’azienda queste azioni, fatte in massa, bloccano il servizio. L’Eav ha diffuso un dato: dal 10 al 12 febbraio, cioè nei giorni della protesta, l’assenza per malattia è schizzata al 16%. La percentuale annua si aggira intorno al 5% e lo scorso 8 febbraio era al 6.

Ecco perché il muro contro muro viene mal digerito dall’azienda e il presidente Umberto De Gregorio parla apertamente di “ricatto”. Luca Del Prete dell’Orsa, l’altro sindacato sulle barricate, però, non ci sta: “I ricatti li fanno i delinquenti e noi siamo persone serie. Questi toni non aiutano il dialogo”.

Come accade sempre in questi casi tra i due litiganti ad avere la peggio è chi è costretto a subire, ossia i viaggiatori. Sballottati da un binario all’altro, alle prese con tabelloni spenti, costretti ad attendere l’ultimo minuto utile per sapere se il treno parte o no. Vivono un inferno da tre giorni. Penalizzate soprattutto le tratte per Sorrento, Torre Annunziata ed Ottaviano. “I disservizi rendono precarie le giornate di migliaia di cittadini, lavoratori e studenti. Abbiamo chiesto ai vertici dell’azienda un incontro: devono ascoltare anche noi, autentiche vittime di questo stato di cose”, dice Enzo Ciniglio, portavoce del comitato di pendolari.