A Sarri la Panchina d’Oro, il ricordo di chi era con lui a Sorrento

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SORRENTO. Antonino Pane è stato per diversi anni uno dei dirigenti del Sorrento. Era il periodo in cui c’erano le ambizioni di riportare i rossoneri in Serie B prima della crisi societaria ed il fallimento. Maurizio Sarri, attuale allenatore del Napoli e fresco vincitore della Panchina d’Oro assegnata grazie ai voti dei suoi colleghi, è stato per un breve periodo il mister di quel Sorrento, anche se per lui resta il ricordo di un amaro esonero a campionato in corso.

Ora Antonino Pane ricorda dalle colonne de Il Mattino quell’esperienza vissuta accanto a Sarri sulla panchina del Campo Italia:

Dalla panchina di plastica a quella d’oro. Maurizio Sarri le ha provate proprio tutte, anche quelle di legno delle squadre interregionali. La plastica del campo Italia di Sorrento del campionato di Lega Pro 2011-2012 non la dimenticherà facilmente. Non tanto per l’esonero o il sediolino particolarmente scomodo di quella panchina, quanto per la minuscola area tecnica che in alcuni momenti della partita per lui diventava una vera e propria prigione.

Nel mezzo campionato passato al timone del Sorrento lo abbiamo visto sedersi accanto a noi in panchina complessivamente per una manciata di minuti. Si sedeva un attimo per la presentazione delle squadra a centrocampo ma poi, al fischio d’inizio, balzava in piedi e cominciava un andirivieni che seguiva costantemente l’intensità del ritmo della partita. Muoveva i giocatori in campo come vere e proprie pedine.

Dai rilanci di Generoso Rossi che voleva sempre precisi, alle sgroppate del brasiliano Ronaldo Vanin alle interdizioni di Simone Bonomi che lui volle, fortemente volle, in maglia rossonera. Chissà se già allora immaginava che proprio Bonomi sarebbe diventato il suo tattico di fiducia. Una cosa è certa il rapporto tra i due era strettissimo. Se qualcosa non andava, tra il primo e il secondo tempo, era a lui che affidava le ultime raccomandazioni prima di scendere in campo.

Un rapporto strettissimo che aveva anche con Daniele Croce che poi lo seguì ad Empoli. A ripassare nella mente la formazione di quel Sorrento non si può non riconoscere il fatto che il presidente Mario Gambardella, con l’aiuto della Msc di Gianluigi Aponte, mise a disposizione di Sarri una vera e propria corazzata. Questa la formazione tipo: Rossi, Vanin, Bonomi, Armellino, Terra, Di Nunzio, Croce, Camillucci, Ginestra, Carlini, Basso. E, come se non bastasse, i rincalzi erano Romeo, Sabato, Niang, Corsetti, Scappini, Galabinov, Bondi, Nocentini.

Era l’anno in cui il trio dirigenziale formato da Gambardella, Franco Ronzi e Paolo Durante volle giocare il tutto per tutto per la promozione in B al punto da arrivare all’esonero di Sarri subito dopo una brutta sconfitta sul campo della Pro Vercelli. Un esonero chiesto con forza da Ronzi e Durante durante una riunione nell’hotel Michelangelo per fare spazio a Gennaro Ruotolo, spinto sulla panchina del Sorrento dal presidente del Livorno, Aldo Spinelli.

Storie di ieri. Sarri ha lasciato un ricordo indelebile a Sorrento. Quella sigaretta che riusciva a far scomparire tra le dita anche quando era in panchina o quel sorriso scaramantico quando gli consegnavo la formazione degli avversari nello spogliatoio rimarranno ricordi indelebili. Come la posizione che occupava, sempre accanto alla porta, durante l’appello dell’arbitro: Eccomi l’unica parolina rivolta al direttore di gara oltre alla stretta di mano.

E accanto a lui sempre l’ex venditore di caffè Francesco Calzona, il suo fidato vice. Uomo determinante Calzona soprattutto durante gli allenamenti e negli spogliatoi. Un vero e proprio ammortizzatore tra i calciatori e gli uomini dello staff tecnico. Ascolta tutti, ha sempre una parola di incoraggiamento per tutti. La panchina d’oro di Sarri è anche un pochino sua.

di Antonino Pane da Il Mattino