Mostre e divi per Capri-Hollywood

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CAPRI. Ci siamo, da domani è già Capri- Hollywood. Nel suo ricco carnet di appuntamenti ha rassegna incluso quest’anno anche una mostra sui manifesti del cinema sovietico dagli anni ’20 agli anni ’80, opere originali, tempere su carta e cartoncino dei maggiori artisti di quell’epoca. Ad aprire la mostra, organizzata dalla Galleria 56 di Bologna negli spazi Epochè e nella Galleria Nabis, saranno il sindaco di Capri Gianni de Martino, l’assessore alla cultura Caterina Mansi ed il delegato al turismo Antonino Esposito, insieme ai curatori della mostra Alan Serri e Mariano della Corte. Cin Cin con Franciacorta e musica lungo la strada tra lo scintillio delle vetrine con la colonna sonora affidata al gruppo isolano Yaxe, Ottavio Crovato e Giovanni Paglioni, chitarre acustiche ed armonica, musica strumentale anni ’60 e ’70 e colonne sonore di film famosi. L’evento di sabato, primo fra quelli organizzati sull’isola da Capri Hollywood vede la partecipazione importante degli esercizi più “in” della strada, dalla champagneria dell’Aurora, la boutique della maison Isaia, la Galleria Cinquantasei di Bologna, Nabis e ed Epoché che ospiterà la mostra fino al 3 Gennaio. Infatti, è stata proprio la Galleria Cinquantasei di Bologna in occasione del XIX Capri, Hollywood – The International Film Festival a voler allestire a Capri da domani al 3 gennaio, nei suoi spazi del circolo Epochè di via Le Botteghe 56 e di Nabis in via Fuorlovado 1, la mostra dedicata ai manifesti originali del cinema sovietico dagli anni ’20 agli anni ’80. L’evento già si preannuncia come un’occasione di liaison e scambio culturale proprio fra il cinema hollywoodiano, quello italiano e il repertorio cinematografico russo che fu proprio uno dei territori di iniziale divulgazione della settima arte attraverso la creazione dei primi manifesti cinematografici sin dall’avvio del secolo scorso. La mostra dal titolo: “Il cinema sovietico nei suoi manifesti” vuole costituire un momento di incontro per mettere in risalto l’arte cinematografica sovietica, nella quale il manifesto, sia per scopi politico-propagandistici che per fini più genericamente artistici, fu una delle forme espressive più importanti dell’arte di quest’area del globo. Le trenta opere in esposizione sono per la maggior parte tempere su carta e cartoncino, dal secondo dopoguerra agli anni ’60, ’70, tra cui si riconoscono i lavori di Chazanovskij, Grebenshikov, Kononov, Ostrovskij Ruklevkij e Zelenskij insieme ad alcune litografie d’epoca degli anni ’20 e ’30 di Bograd, Chomov, Dmitriev e Poderevjanskij.