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Meta celebra il Giorno della Memoria con i ricordi di un deportato

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META. Il prossimo 25 gennaio alle ore 17:30, presso la sala consiliare del Comune di Meta, si terrà l’evento promosso dal Partito Democratico della cittadina costiera “Il Dovere della Memoria”, il cui obiettivo è quello di sottoporre all’attenzione della cittadinanza il vissuto di tanti concittadini che hanno sofferto la deportazione in Germania nei campi di concentramento nazisti.

Organizzata in occasione del Giorno della Memoria che ricorre il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell’Olocausto, la manifestazione vedrà la proiezione di una video intervista all‘ex deportato di Meta, Mario Russo (foto in alto), classe 1923, in servizio durante la Seconda Guerra Mondiale nella Marina Militare e di stanza a Pola. Fatto prigioniero dai nazisti fu imprigionato in un campo di concentramento in Germania e successivamente in Francia.
Ai lavori prenderà parte anche la figlia, Marina Russo.

Dopo i saluti del sindaco di Meta, Giuseppe Tito e del segretario della locale sezione del Pd, Salvatore Esposito, interverranno il professore Biagio Passaro, storico della Seconda Università di Napoli, ed il deputato Massimiliano Manfredi, membro della direzione nazionale del Pd e della Commissione parlamentare antimafia.

“L’attività di un partito politico, anche nelle realtà locali, non può e non deve essere appiattita esclusivamente sulle tematiche amministrative – dichiara il segretario Esposito –. È necessario ricominciare a parlare dei nostri valori di solidarietà, uguaglianza e giustizia sociale. Temi che appartengono al nostro DNA e alla nostra tradizione di sinistra italiana. Questo evento rappresenta per la sezione un punto d’inizio ed il trampolino di lancio per mettere in campo eventi culturali di forte richiamo simbolico per la cittadinanza.

Il Giorno della Memoria è uno di questi, se non il più importante. In questi mesi il Comune di Meta festeggia i 200 anni di autonomia amministrativa ed ha ricordato tanti concittadini illustri, ma noi vogliamo ricordare anche le piccole storie, anche tragiche, come quelle che vissero i tanti metesi in armi durante la Seconda Guerra Mondiale che subirono la deportazione nei campi di concentramento nazisti. Anche loro, con il loro sacrificio, hanno reso grande il nostro piccolo paese”.

di Elena Stabile