Meta, balcone a rischio crollo a via Santa Lucia

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META. “C’è il rischio di una nuova Portici, ma il Comune non provvede a mettere in sicurezza la zona”. A denunciare il pericolo di crollo di un balcone di via Santa Lucia, una delle strade che dal Casale conduce alle spiagge, sono le avvocatesse Angela Sansone e Rosanna D’Avino.

 

Tutto parte lo scorso anno. Era il 30 aprile del 2012, quando un autocarro sbagliando una manovra ha urtato i piloni di ghisa che sostengono il balcone, costringendo la proprietaria, una donna pensionata di 80 anni, a provvedere a sue spese (circa 5mila euro) alla riparazione. Per questo episodio pende ancora un processo presso la sede distaccata di Sorrento del tribunale di Torre Annunziata, poiché l’anziana ha chiesto i danni.

Passa un anno, o poco più, e arriviamo a lunedì 20 maggio scorso. Ancora una volta un camion transita in zona e danneggia i piloni di ghisa.

Ad oggi sono trascorsi due giorni, ma “il Comune di Meta – spiegano le avvocatesse Sansone e D’Avino – non ha ancora provveduto a mettere in sicurezza la zona. E questo totale disinteresse nonostante la diffida inviata immediatamente dopo l’accaduto. Non ci sono ancora transenne a delimitare l’area o cartelli di pericolo, eppure il rischio che quel balcone possa cadere è reale e di conseguenza anche che possa succedere qualcosa di grave proprio mentre transitano veicoli o pedoni. Intanto, però, lo stesso ente comunale ha chiesto il pagamento dell’occupazione di suolo pubblico per dare il permesso all’inizio dei lavori”.

Il balcone resta inagibile e ufficialmente “pericolante”. “Però dal Comune si sono interessati solo di incassare quei pochi soldi, anziché pensare all’incolumità della signora che abita in quell’immobile nonché dei tanti passanti che transitano nei pressi. La strada, infatti, è molto frequentata, in particolare dai ragazzi che vanno al mare. Provvederemo, comunque, ad informare la Procura della Repubblica della situazione, perché – concludono Angela Sansone e Rosanna D’Avino – per prendere provvedimenti non c’è bisogno sempre di aspettare che ci scappi il morto, così come accaduto a Portici”.

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