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L’analisi: “Corso Italia deve rimanere isola pedonale, ecco come”

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SORRENTO. Troppo traffico, alcuni quartieri di Sorrento soffocano. Si studiano soluzioni? Si fanno esperimenti? Si verificano dati e proposte? No, si sceglie la via più semplice, riaprire al traffico corso Italia, l’unica zona della città dove, grazie ad un indovinato intervento di restyling, si può finalmente passeggiare senza auto e, soprattutto, senza essere spinti e strattonati da quella fiumana di persone che circola nei vicoli del centro storico.

La riapertura al traffico di corso Italia non è un’indiscrezione, è stata formalizzata in una discussione del Consiglio comunale. Una forma di democrazia piena, si potrà dire. Invece ai più è sembrata una forma di condivisione obbligatoria, dettata e subita senza minimamente valutare cosa realmente la città vuole. Si, perché a differenza di quello che pensano i nostri politici o i nostri tecnici, la città vuole aria respirabile ovunque, non vuole frastuono ovunque, non ci sono quartieri l’uno contro l’altro armato. E allora basterebbero queste semplici valutazioni per porsi qualche domanda, per ipotizzare delle verifiche, per sperimentare qualcosa che salvi la pedonalizzazione di corso Italia e avvii concretamente anche la pedonalizzazione dell’altro lato di corso Italia, quello che da piazza Tasso va verso piazza Lauro e Marano.

“Non ci sono alternative”, “Sarebbe un disastro”, queste le risposte più benevole. E da dove provengono? Spesso da chi non guarda un centimetro più lontano del proprio naso. Oggi nel mondo non c’è una sola località turistica, degna di questo nome, che non ha una zona completamente pedonalizzata. Quindi l’obiettivo deve essere questo, non può essere quello di andare indietro.

Bisogna abolire traffico, non ripartire il traffico. Come fare? Osservando, solo osservando, qualche soluzione si intravede. Oggi per le strade di Sorrento per ogni tre auto che circolano una è un Ncc, noleggio con conducente. Centinaia al giorno. Scorrazzano per tutte le strade della città, di giorno e di notte. È vero, portano i turisti. Ma perché non possono essere convogliate verso i parcheggi obbligatoriamente per utilizzare un sevizio di navette elettriche gratuito, continuo? Minibus capaci di percorrere in pochi minuti l’intero perimetro della città. Basterebbe questa semplice soluzione per limitare di un terzo il traffico.

E poi le navette gratuite potrebbero servire i cittadini residenti, quelli che per andare in banca a via degli Aranci usano l’auto, e scoraggiare anche l’utilizzo dei motorini per percorrere il perimetro della città. Basta solo questo? Certo che no. Perché non si sperimenta un senso unico via Atigliana-via San Renato per far respirare il quartiere Santa Lucia dove transitano anche bus turistici e si scarica merce ad ogni ora? Perché non si riesce a fare un senso unico per le auto in ingresso a Sorrento deviandole dal corso Italia a Sant’Agnello? E ancora. Perché non si sperimenta l’inversione del senso di marcia a viale Nizza? Perché non si reintroduce un ticket di accesso a piazza Tasso che, almeno, eliminerebbe tutto quel traffico di motorini che vanno avanti e indietro senza una vera meta?

“Ci vogliono gli ascensori per il porto, altrimenti non si può fare niente”. Questa è la risposta più insensata di tutte. Gli ascensori, se e quando arriveranno, serviranno a decongestionare un’altra parte della città. Chi vuole aspettare le soluzioni definitive, spesso vuole che nulla cambi.

di Antonino Pane da Il Mattino