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La curiosità: L’albergatore sorrentino Giovanni Russo avrà Li Galli nel cognome

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Legare il proprio nome in maniera indissolubile ad un bene. Quando, poi, questo bene travalica i confini del bello, perché unico, allora tutto diventa profondamente desiderabile. Giovanni Russo, l’imperatore degli imprenditori turistici sorrentini, cambia il suo cognome. Men che mai perché non si sente figlio di una gloriosa famiglia legata all’ospitalità di Sorrento, i Russo, appunto, ma solo perché vuole radicalizzare la sua storia personale con il paradiso di cui è proprietario, le isole Li Galli.

E allora non più solo Giovanni Russo, ma Giovanni Russo De Li Galli. “D di De maiuscolo – si appresta subito a precisare – perché non voglio accampare nessun casato nobile; il mio amore per queste isole è infinito e voglio legarle in maniera definitiva al mio nome. Ecco – aggiunge – ora sono qui su questo paradiso, tra un po’ vedrò il sole andare a riposare alle spalle di Capri e avrò trascorso un’altra straordinaria giornata su questi scogli che, senza ombra di dubbio, sono stati, sono e saranno sempre l’orizzonte che ho amato di più”.

Giovanni Russo De Li Galli ha fatto le cose come vanno fatte. Un iter procedurale amministrativo lungo e tortuoso che coinvolge due Paesi, l’Italia, Sorrento, dove Giovanni Russo è nato; e il Regno Unito, Londra, dove ha stabilito la sua residenza. Burocrazia, istanze formali per un passo che vuole sancire il legame affettivo con gli isolotti a metà strada tra Punta Campanella e Positano dove ama trascorrere le giornate in tranquillità e rilassarsi in riva al mare incontaminato del Parco Marino di Punta Campanella.

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Giovanni Russo, classe 1941, con il suo lavoro e la sua capacità imprenditoriale è diventato uno dei più noti albergatori di Sorrento. Una visione lungimirante e straordinariamente efficace lo portò al vertice del più grande centro congressi del Mezzogiorno, il Sorrento Palace, che oggi si fregia anche del nome Hilton. E poi il Bellevue Syrene con l’annessa Villa Pompeiana che sovrastano le grotte di Agrippa Postumo. Oggi al timone di queste strutture ci sono i figli che, nonostante le difficoltà del dopo Covid, hanno deciso comunque di riaprire le aziende. E Li Galli, gli isolotti che Giovanni Russo acquistò insieme ad altri due noti imprenditori sorrentini, Enzo Gargiulo e Franco Savarese, dalla fondazione Nureyev. Un acquisto che fece scalpore ed ebbe anche strascichi giudiziari per un, non riconosciuto, diritto di prelazione da parte della Regione Campania.

Il possesso dell’arcipelago era il sogno di Giovanni Russo e con tenacia lo ha difeso è fatto diventare tutto suo. La caccia ai tre isolotti, il Gallo Lungo, La Rotonda e Dei Briganti (quest’ultimo anche detto La Castelluccia) dell’imprenditore sorrentino iniziò nel 1994 dopo la morte del precedente proprietario, appunto, il ballerino e coreografo russo, Rudolf Nureyev. Ma la danza ai Galli aveva avuto altri importantissimi precedenti: sul Gallo Lungo, infatti, la maggiore delle tre, un altro grande ballerino russo, Leonide Massine, a partire dall’estate del 1924, costruì Villa Grande, ricordata come Villa Massine. Poi l’architetto Le Corbusier nel 1937 la ristrutturò per la prima volta. Alla morte di Massine, nel 1989, la villa insieme all’isola venne venduta a Nureyev e solo successivamente, nel 1994, fu trasferita alla cordata di imprenditori sorrentini.

A Giovanni Russo bastò uno sguardo a ridosso di quegli scogli per decidere che sarebbero diventati il suo paradiso. “Erano gli anni – dice – in cui venivano alla luce i miei nipoti che moltiplicarono la mia voglia di avere per loro un angolo così prezioso”. Da allora Giovanni Russo trascorre a Li Galli le sue vacanze a conferma di un amore per gli isolotti che ora vuole consacrare con il cambio di nome. Operazione già in dirittura di arrivo visto che non ha trovato ostacoli da parte delle istituzioni preposte. A breve Giovanni Russo diventerà ufficialmente sui documenti Giovanni Russo De Li Galli. “Con la D di De maiuscola, mi raccomando – ribadisce -. Non sono nobile, sono solo profondamente innamorato delle mie isole”.

di Antonino Pane da Il Mattino

Le immagini sono di Foto Aminta tratte dal libro di Raffaele Lauro “Caruso The Song – Lucio Dalla e Sorrento”.