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Franco Corcione lascia il Monaldi e torna alla Federico II

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Dopo oltre vent’anni di intensa attività alla guida del dipartimento di Chirurgia del Monaldi Franco Corcione lascia l’azienda dei Colli per assumere il ruolo di docente ordinario del vicino policlinico federiciano. Dal primo dicembre il chirurgo – che è presidente emerito della Società italiana di chirurgia, oltre che membro onorario dell’Accademia nazionale di chirurgia di Parigi – è tornato al lavoro in una corsia universitaria presso il dipartimento di Sanità pubblica diretto da Maria Triassi. Corcione entrerà nel vivo del nuovo incarico a gennaio in attesa che siano completati alcuni lavori di ristrutturazione all’edificio 6 dove ha sede il Dipartimento assistenziale diretto da Giovanni de Palma, nell’area che ha le sale operatorie più attrezzate. Il passaggio di consegne è diventato formale dopo il ritiro dei ricorsi di altri due chirurghi in lizza per la cattedra che contestavano la nomina di Corcione.

“Per me – spiega il chirurgo – è un ritorno al futuro, torno a lavorare con l’intento di far crescere una nuova generazione di specialisti. È questa l’Università dove mi sono laureato, specializzato e ho lavorato per i primi 22 anni di carriera prima di approdare al Monaldi. Qui fui assunto come ricercatore un mese dopo la mia iscrizione all’Ordine professionale. Il Monaldi è un ospedale a cui sono grato – aggiunge Corcione – per il supporto fornitomi in questi anni in termini di tecnologia e uomini. Con tutti i vari direttori che si sono avvicendati alla guida dell’azienda ho sempre stabilito un rapporto di proficua collaborazione. Sono convinto di ritrovare all’Università lo stesso spirito di squadra che deve esistere tra il chirurgo e il suo team per segnare altri traguardi. Mi aspettano quattro anni di lavoro come direttore della Clinica Chirurgica ai quali se ne aggiungono altri due di insegnamento”.

Proprio di recente, in base ai dati dell’Agenas (Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali) riferiti al 2017, tra gli 87 centri clinici, sia pubblici sia privati, che effettuano in Campania interventi chirurgici al colon per tumore principale o secondario, il Monaldi (con 103 interventi), si è piazzato al quarto posto per numerosità, dopo il Pascale, risultato primo (205), il Cardarelli (162) e il Policlinico Federico II (128). Ma il Monaldi è primo per l’utilizzo della laparoscopia (85%). Una tecnica mininvasiva di cui Corcione è stato pioniere e caposcuola in Italia e in Europa. L’Agenas ha inoltre assegnato alla divisione di chirurgia il primato italiano per gli interventi in laparoscopia alla colecisti e oggi la divisione che lascia Corcione è centro trainer in Campania per la chirurgia colon rettale.

Corcione al Monaldi non lascia tuttavia il vuoto: il suo primo aiuto, Diego Cuccurullo, nel corso del Congresso congiunto delle Chirurgie italiane, tenutosi a Roma ad ottobre scorso, è stato eletto presidente della Società italiana della chirurgia dell’ernia e della parte addominale, costola della omonima Società europea che raggruppa i maggiori esperti delle patologie della parete addominale e dell’addome complesso. “Le patologie della parete addominale – conclude Corcione – hanno un’alta incidenza nella popolazione, dall’ernia inguinale al trattamento dei disastri di parete, e rivestono un notevole interesse per tutti i chirurghi generali”.

di Ettore Mattone da Il Mattino