Dormire che fatica

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In Italia crescono i disturbi legati all’eccessivo utilizzo di smartphone, tablett e computer. Il sintomo più diffuso è certamente l’insonnia.

 

L’addormentarsi è quasi un iter faticoso. Eppure il sonno è il prerequisito essenziale per qualsiasi altra attività quotidiana. In assenza di questo alleato, viene meno la benzina che sostiene il nostro corpo, sopraggiungono ansia e irritazione, mal di testa e sonnolenza costante. Dunque dormire, proprio come un’attività fisica o una dieta bilanciata, è cruciale per la salute.

Tra le principali cause dell’insonnia, che oggi colpisce circa 10 – 12 milioni di italiani, sembra esserci il “tecnostress”: una vita iperconnessa tra computer, smartphone e tablet, produce una forma di stress che a sua volta può provocare disturbi comportamentali. Studi recenti hanno, infatti, dimostrato che trascorrere due ore, prima di addormentarsi, connessi a tablet o smartphone, riduce del 22% la melatonina, l’ormone del sonno.

Quindi occhio: troppa dipendenza dalla tecnologia può far male alla tua salute psicofisica. Ecco di seguito cinque consigli per ritornare sereni tra le braccia di Morfeo.

Dormire almeno sette ore. Non c’è un numero magico di ore. Il numero ideale varia a seconda dell’età e del metabolismo. Stare a letto meno di sei ore però può comportare diversi problemi, tra i quali obesità e disturbi del cuore.

Tenere il telefonino o l’iPad sotto le lenzuola, giocarci fino a un minuto prima di addormentarsi è una delle cose peggiori da fare. Gli schermi retroilluminati sono infatti i principali responsabili dell’abbattimento della melatonina in percentuali sostanziose. Inoltre le onde di questi, apparentemente, innocui oggetti, possono avere gravi effetti sulla vostra psiche.

Attenti al week-end. Sono da evitare le maratone a letto nel fine settimana. Studi recenti hanno dimostrato che il sonno non si recupera: al contrario, le lunghe mattinate a letto compromettono solo, il vostro ritmo circadiano. Gli scienziati hanno battezzato questo (diffuso) atteggiamento: “social jet lag”. Alzarsi il lunedì mattina sarà tostissimo.

Occhio a cosa bevete e mangiate. Caffeina bandita almeno dalle sei alle otto ore prima di andare a dormire, per fare in modo che non sia più nell’organismo al momento dell’addormentamento. Idem per l’alcol, che dopo il primo sopore iniziale, farà invece sentire, le sue nefaste conseguenze, nel corso della notte con emicranie e buchi del sonno. Alla larga anche dai cibi grassi troppo a ridosso del letto, per schivare reflussi acidi o cattive digestioni.

Se davvero non riuscite a dormire, alzatevi. Alzarsi dal letto, mentre si è intenti a contare le pecorelle, sembrerebbe la cosa peggiore da fare. Eppure può aiutarvi ad addormentarvi in poco tempo, riducendo lo stress di fissare l’orologio in attesa di Morfeo. La camera da letto, secondo molti ricercatori del sonno, può infatti indurre un certo livello di ansia mentre stiamo sotto le lenzuola con gli occhi sbarrati tipo Arancia Meccanica. Dunque infilate le ciabatte e sedetevi altrove, leggete qualcosa e aspettate che la sonnolenza si riappropri di voi. Senza tensioni.

E ora, buonanotte.