Domenica si apre la XXXIV edizione della “Sagra dell’uva” di Priora

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SORRENTO. Una kermesse dedicata ad uva, vino e tradizioni rurali. Domenica sera, a partire dalle ore 19.30, nel borgo collinare di Priora, prende il via la 34esima edizione della “Sagra dell’uva” con l’apertura degli stand dei prodotti tipici locali e un tour enogastronomico.

 

Fino a martedì, per tre giorni, la manifestazione farà da corollario ai festeggiamenti religiosi in onore della Beata Vergine del Rosario, programmati da oggi a domenica nella chiesa parrocchiale di Sant’Attanasio vescovo. La sagra, infatti, rispetta per tradizione i valori delle sue origini, senza distinguere tra celebrazioni relative al culto mariano ed iniziative esterne.

Attraverso la sagra, la gente di Priora dimostra ogni anno di avere conservato il suo secolare legame di vita quotidiana con la cultura rurale, la coltivazione dell’uva e degli appezzamenti a terrazze, insieme al sentimento religioso della più antica parrocchia di Sorrento, la cui istituzione risale al 1005.
La “Sagra dell’uva” si inserisce in questo contesto ricordando il ruolo fondamentale dell’agricoltura che fino al 18esimo secolo, assieme alle attività marinaresche, era la principale fonte di reddito della penisola sorrentina quando non era ancora iniziato lo sviluppo turistico.

Il programma prevede per lunedì sera, alle ore 19.30, l’apertura degli stand che metteranno in vetrina, accanto all’uva e ai prodotti tipici locali, le antiche attrezzature utilizzate dai contadini della Costiera prima delle innovazioni tecnologiche.

È prevista, tra l’altro, anche una visita didattica a Priora, martedì mattina, degli alunni delle scuole elementari e materne di Sorrento con dimostrazioni della vendemmia. Il borgo collinare, insomma, si appresta a rivivere il clima delle grandi tradizioni legate al mondo contadino e al vino di produzione locale. Tante iniziative per ricordare che l’uva ed il nettare caro a Bacco furono realtà significative in epoca romana, nell’età imperiale, come testimoniano le citazioni di storici latini, tra cui Plinio. All’epoca il vino locale, detto Surrentum, era parificato al più rinomato Falerno e veniva esportato a Roma, a Pompei e fuori dalla penisola italica.

Priora, per tre giorni, cercherà di mostrare fino in fondo il retaggio della sua cultura rurale ai sorrentini e anche ai turisti stranieri ospitati negli alberghi della città, tra i grappoli d’uva in esposizione, le rappresentazioni delle antiche vendemmie, spuntini e degustazioni, prodotti tipici locali, il suo vino e l’allegria genuina della popolazione locale.

Alcune strutture alberghiere, nella serata finale di martedì, offriranno torte all’uva ai visitatori della sagra testimoniando che il settore turistico non vuole trascurare ciò che resta del mondo rurale, cornice e premessa per la programmazione dell’accoglienza ai vacanzieri. Il borgo collinare di Priora, infatti, rimane nel terzo millennio uno dei polmoni di verde più suggestivi del territorio della Costiera, grazie ai suoi terreni a terrazze dove si coltivano filari di viti e alberi di limoni, arance e ulivi.

Lunedì e martedì sarà attivato, dalle ore 18.30 alle 23.30, anche un servizio navetta gratuito di pullman, per quanti vorranno muoversi da Sorrento per una visita alla sagra, con partenza da piazza Tasso.

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