Bici elettriche per i clienti degli hotel, ma le strade della costiera fanno paura ed il servizio non decolla

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VICO EQUENSE. Alcuni alberghi della penisola sorrentina per aggirare i disservizi del trasporto pubblico hanno pensato a soluzioni alternative. Non solo le classiche navette.

 

Qualche struttura ricettiva, infatti, ha noleggiato biciclette elettriche da mettere a disposizione della clientela per facilitarne gli spostamenti, però il servizio non riesce a decollare. A frenare gli stranieri è la paura di inforcare le due ruote e di lanciarsi lungo le strade della costiera, giudicate troppo pericolose.

“La crisi del trasporto pubblico ha avuto ripercussioni devastanti sul turismo e sull’immagine della nostra zona – afferma Luigi Dell’Amura, titolare del Grand hotel Moon Valley di Seiano –. Le strutture ricettive più decentrate, ovviamente, sono risultate le più penalizzate da questa situazione. Fortunatamente, la nostra struttura ha lavorato a pieno ritmo, ma i clienti spesso si sono scontrati con la difficoltà di muoversi in penisola. Per far fronte a questo stato delle cose abbiamo pensato di noleggiare una decina di biciclette elettriche e metterle a disposizione degli ospiti, con il duplice obiettivo di facilitare loro gli spostamenti e dare un contributo per combattere l’inquinamento atmosferico e ridurre le emissioni di anidride carbonica. Ci siamo, però, trovati di fronte a uno strano fenomeno: il turista prende la bici una sola volta, fa un breve giro e si rifiuta di usufruirne ulteriormente perché spaventato dalle nostre strade, dal tipo di viabilità e dal comportamento degli automobilisti”.

Le biciclette, posizionate all’ingresso del Grand hotel Moon Valley, sono del tipo “a pedalata assistita” e riducono anche del 50 per cento lo sforzo fisico nelle salite, dando la possibilità di effettuare passeggiate ecologiche con il minimo impegno.

Una soluzione che attrae i turisti ma allo stesso tempo li spaventa.

“Ho fatto una prova facendo qualche giro in bici – prosegue Luigi Dell’Amura – e mi sono immediatamente reso conto delle difficoltà che può incontrare una persona che non è originaria della zona e che non conosce le strade di Vico e dintorni. Non solo mancano del tutto le piste ciclabili, ma alla totale assenza di cultura in tal senso si accompagna un grado di inciviltà senza precedenti. Gli automobilisti, non appena vedono una bicicletta, suonano il clacson insistentemente per avere la strada libera, superano con un’elevata velocità e, spesso, accompagnano questo comportamento con frasi poco piacevoli. Non c’è da meravigliarsi, quindi, i turisti sono sconvolti e preferiscono affrontare viaggi interminabili in pullman piuttosto che sfidare il pericolo delle nostre strade in sella ad una bicicletta”.

A farne le spese sono innanzitutto gli operatori turistici, già messi a dura prova da un’emergenza-trasporti che proprio a Vico Equense ha determinato particolari disagi.

A dispetto dell’estensione e del numero di abitanti, infatti, nella città equana nemmeno l’ombra di un taxi. Una situazione che rischia di penalizzare ulteriormente il turismo locale.

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