Al Teatro Sant’Antonino va in scena “Na Santarella”

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SORRENTO. La compagnia teatrale L’Airone, nelle date del 25 dicembre, 1 e 6 gennaio, porterà in scena al Teatro Sant’Antonino presso la Cattedrale di Sorrento, una commedia divisa in tre atti intitolata “Na Santarella”. Uno spettacolo unico nel suo genere che vede la partecipazione di provetti artisti che daranno sfogo alle loro capacità teatrali dietro la vigile regia di Anna De Martino.

La kermesse avrà inizio alle ore 19:30 e sarà ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Inserito nel cartellone di “M’Illumino d’Inverno” del Comune di Sorrento, lo spettacolo rappresenta una delle massime espressioni artistiche di Eduardo Scarpetta.

La storia è incentrata su Nannina, educanda del convento delle Rondinelle, da tutti ritenuta la più studiosa, la più gentile, la più diligente di tutte le ragazze, insomma “‘na vera Santarella!”. Ma Nannina, in realtà, non è affatto uno stinco di santo e con la sua furbizia e la sua malizia, scopre le magagne che nasconde Don Felice Sciosciammocca, l’organista del convento. Quest’ultimo, infatti, per arrotondare il misero stipendio, ha composto un’operetta intitolata “La figlia dell’imperatore”, firmandola sotto falso nome. Nannina fiuta la situazione e cerca di sfruttarla a suo vantaggio, convincendo l’organista a portarla a teatro, per evadere dalla routine del convento. La sua presenza in teatro fa però ingelosire Cesira, la primadonna dello spettacolo, innamorata di Felice, la quale si rifiuta di continuare la recita…

Con questa commedia Scarpetta raggiunse un grandissimo successo di pubblico e di cassetta, tanto che con i proventi fece costruire una villa al Vomero che chiamò “La Santarella”, tanto famosa che lo stesso Comune di Napoli chiamò la strada che portava alla villa “Viale Santarella”. L’opera deriva dall’operetta di Meilhac e Millaud “Mam’zelle Nitouche” di cui Scarpetta, come racconta nell’autobiografia “Cinquant’anni di palcoscenico”, conservò la trama, ma cambiò completamente l’ambientazione e le caratterizzazioni dei personaggi, tolse tutto il terzo atto che si svolgeva in una caserma “grazioso nell’operetta ma poco adatto alla scena di prosa, specialmente di un teatro dialettale” e, in più, per dare vivacità comica alla commedia, introdusse tre nuovi personaggi con funzioni di macchiette: il Marchesino Sparice, il cuoco cabalista e il vecchio sagrestano. Così trasformata la commedia fu rappresentata, con immutabile successo, per centodieci sere consecutive e più di mille furono le recite in tutt’Italia.

Gli attori che partecipano sono persone caratterizzate dall’animo puro e gentile, ragazzi dal cuore immenso pronti ad investire il proprio tempo libero e le proprie energie nella realizzazione di progetti il cui obiettivo ha un valore che trascende il mero interesse economico.

Lo spettacolo è bello ed interessante perché è senza schemi precostituiti; la disinvoltura degli attori si insinua nella freschezza dei dialoghi e sul ritmo della commedia. È il teatro inteso da Anna De Martino che ha portato L’Airone ad essere il fiore all’occhiello delle compagnie teatrali peninsulari.

L’impronta personale della regista, la cui storia professionale si snoda lungo 25 anni di attività, è chiaramente ravvisabile per l’originalità delle scenografie, dei costumi e degli attori che presentano tutta la loro verve artistica nel recitare.

Una commedia che intratterrà gli spettatori toccando vari argomenti nel segno della satira e dell’ironia, due ore circa di spettacolo durante cui potersi rilassare sorridendo di cliché ed episodi di più di un secolo fa.

Personaggi/attori in ordine di apparizione:
Nannina (Valentina Fruscio)
Felice Sciosciammocca (Francesco Gargiulo)
D. Rachele (Marika Esposito)
D. Angelo Cannone (Gino Gargiulo)
Eugenio Porretti (Giovanni Di Martino)
Michele, custode + delegato (Giuseppe Russo)
Biase, cuoco + impresario (Mauro D’Arco)
Cesira Perrella (Maria Laura Sardella)
Marchesino Sparice (Antonino Stinga)
Carmela, corista (Roberta Ercolano)
Teresina, corista (Veronica Persico)
Amelia, corista (Nausica Stile)
Vincenzo, custode (Sabato Rispoli)

Direttrice di scena: Angela Capozzi
Scenografie: Carmen Iaccarino
Luci e audio: Gino Sardella
Regia: Anna De Martino