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Violenta 15enne a scuola, arrestato bidello già sanzionato in costiera sorrentina

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La Polizia di Stato di Castellammare di Stabia, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare di sottoposizione agli arresti domiciliari, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, dal Gip del Tribunale oplontino, nei confronti di un A.L. di 55 anni. L’uomo è un bidello che prestava servizio in una scuola di Castellammare di Stabia ma che ha lavorato anche in costiera sorrentina.

Questi, a seguito delle capillari indagini, è ritenuto dagli inquirenti responsabile del reato di violenza sessuale aggravata, nei confronti di minorenni. La vicenda viene a galla lo scorso dicembre, quando una 15enne rientra dal bagno della scuola, l’alberghiero “Viviani” in lacrime. L’insegnante lo nota e ne parla ai genitori che capiscono quanto è accaduto. Parte subito la denuncia e cominciano le indagini. Gli abiti che indossava la ragazzina vengono affidati agli esperti della scientifica, che riescono a isolare un traccia biologica sul pantalone e ne ricavano il Dna. Il 55enne viene interrogato e nega ogni accusa, ma anche i suoi vestiti vengono sequestrati e i risultati non lasciano dubbi, il Dna coincide.

La studentessa racconta l’orrore di quella violenza sessuale. Una sua amica fa altrettanto, spiegando che a lei era capitato più volte e che erano stati diversi gli approcci di natura sessuale da parte del 55enne, sempre avvenuti all’interno della scuola, in un ripostiglio. Purtroppo, al racconto della seconda vittima non ci sono molte prove, anche se la ricostruzione è troppo simile a quella dell’amica. Il Gip, comunque, ha ritenuto che le dichiarazioni della vittima 15enne, trovassero “puntuale e granitico riscontro nella comparazione dei referti biologici” effettuata dalla Polizia Scientifica ed ha disposto gli arresti domiciliari per A.L..

Scavando nel suo passato è venuto fuori anche un preoccupante precedente in penisola sorrentina. L’uomo, infatti, era in servizio in una scuola media della costiera, quando venne “richiamato” con una sanzione disciplinare. Sembra fosse stato scoperto mentre spiava le alunne in bagno. Non scattò una vera e propria denuncia, ma ci si fermò al richiamo.