Villa Fondi, piante malate da rimuovere per la sicurezza dei visitatori

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAPIANO DI SORRENTO. “Le perizie tecniche ci costringono all’abbattimento di alcuni alberi di Villa Fondi come unica soluzione possibile per garantire, sopra ogni cosa, la sicurezza dei cittadini, e nel contempo la fruibilità del parco comunale e la tutela del patrimonio arboreo sano”. Così il sindaco di Piano di Sorrento, Giovanni Ruggiero, commenta le tre relazioni di valutazione dello stato di salute e di stabilità della vegetazione di Villa Fondi. È stata inoltre predisposta la sostituzione degli esemplari con la consulenza di esperti del settore e la preparazione di un Piano di riorganizzazione funzionale degli spazi a verde con l’ausilio di agronomi specializzati.

Nel frattempo l’assessore Francesco Gargiulo ha preso contatti con il presidente del Wwf penisola sorrentina, Claudio d’Esposito, per fissare un sopralluogo con lui a Villa Fondi. Come da accordi intercorsi, la data dell’incontro sarà comunicata nei prossimi giorni.

La vicenda degli alberi del parco ha inizio lo scorso mese di febbraio, quando il Comune conferisce l’incarico alla dottoressa Elena De Marco, iscritta all’Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali della Provincia di Napoli, per specifiche indagini strumentali in prosieguo ad un incarico generale di censimento e verifica di tutte le alberature comunali. Le relazioni, effettuate su due lecci siti sul lato sinistro della terrazza di Villa Fondi e su altri 9 alberi (7 pini, 1 cipresso e 1 cedro del libano) posti nel parco pubblico, hanno evidenziato forti attacchi del cerambicide Cerambyx cerdo, “deperimento progressivo ed evidenti gallerie lungo il tronco e nella struttura lignea punti critici tali da indicare, come unica azione da effettuare, l’abbattimento e la bruciatura del legno ottenuto”.

Il 2 aprile 2014, inoltre, ha avuto luogo un sopralluogo degli agronomi dell’Orto Botanico di Napoli, richiesto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Napoli e Provincia a seguito della denuncia del Wwf penisola sorrentina. Nella conseguente relazione tecnica firmata dal professor Paolo De Luca, direttore dell’Orto Botanico, e dal dottor Giancarlo Sibilio, responsabile dell’Area tecnico/scientifica dell’Orto Botanico, si legge che “si è propensi alla scelta dell’abbattimento/sostituzione degli esemplari previo incontro con le parti contrarie in modo da far prevalere il buonsenso. Tali alberi potrebbero essere conservati in un contesto di bosco, lontano da strade e da presenza antropica, mentre nell’ambito di un’area pubblica e molto frequentata, come Villa Fondi De Sangro, possono rappresentare un possibile rischio”. Inoltre la relazione evidenzia che, in alternativa alla rimozione i funzionari del Comune, hanno proposto la messa in sicurezza delle piante e l’interdizione dell’area interessata a possibili crolli, “soluzione questa – recita però la relazione – che comporterebbe la riduzione dell’area fruibile al pubblico oltre che un danno estetico al parco” e che comunque non risolve “ulteriori futuri problemi di staticità”. OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Infine, ulteriore verifica è stata richiesta dal quinto settore del Comune di Piano di Sorrento ed effettuata dal dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II nella persona del responsabile scientifico, il professor Riccardo Motti. Dopo il sopralluogo, avvenuto il 6 maggio 2014, è stata messa agli atti una terza relazione tecnica in cui, in merito agli alberi interessati da maggiori problematiche, si legge: “La propensione al cedimento è molto alta. La probabilità di causare danni a persone, in condizione di massima fruibilità del giardino è elevata. I danni causati da un possibile schianto sarebbero di notevole entità in quanto interesserebbero un’ampia porzione di fusto e tutta la chioma”. Per questo motivo l’esperto ipotizza due soluzioni: “l’assoluta interdizione alla fruizione da parte del pubblico dell’intera area riguardata da possibili schianti”, con conseguente inagibilità del giardino per un tempo non definibile e legato a “piante che per età e condizioni di salute hanno un destino a breve/medio periodo probabilmente infausto”; oppure “l’abbattimento dei tre pini presi in considerazione per eliminare qualsiasi condizione di rischio” e l’eliminazione del terzo pino “per consentire di ricostruire con piante giovani l’originario disegno”.