A Vico nasce un centro per persone svantaggiate

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E’ in programma domani, alle ore 15:30, presso il salone del Centro di via Madonnelle, a Vico Equense, l’incontro intitolato ‘La buona medicina ed il disagio sociale’’. L’iniziativa è stata organizzata nella sede del progetto “Il Cielo in una Stanza – Dopo di noi” in occasione dell’apertura di una struttura diurna e residenziale nata per l’accoglienza e il rafforzamento dell’integrazione sociale di persone svantaggiate anche con disagio psichico.

In un periodo di contrasti e di polemiche determinate recentemente dal decreto 108/2014 che mette a repentaglio l’assistenza a 1530 disabili mentali maggiorenni nelle strutture della Campania in regime di semiresidenzialità per un taglio di fondi pari a 42 milioni di euro all’anno, si registra un caso in assoluta controtendenza.

Il Centro diurno polifunzionale “Il Cielo in una stanza” è un servizio articolato in spazi multivalenti che si colloca nella rete dei servizi sociali territoriali. Offre possibilità di aggregazione finalizzata alla cura, riabilitazione e prevenzione di situazioni di disagio attraverso proposte di socializzazione oltre che sostegno e supporto alle famiglie. La comunità accoglierà 16 minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni con handicap di rilevante entità di tipo psico-fisico e 50 utenti di età compresa tra i 22 ed i 65 anni con svantaggio sociale.

Al convegno interverrà, tra gli altri, la professoressa Gabriella Fabbrocini, docente alla facoltà di Medicina della Federico II, che sottolinea: “Il Cielo in una Stanza costituisce un esempio positivo per il mondo socio-sanitario. Centro di riabilitazione d’eccellenza, innovazione, macchinari all’avanguardia, sviluppo di nuovi materiali nel campo delle biotecnologie, nuovi posti di lavoro con la presenza di personale qualificato per la cura e l’assistenza. Ed inoltre, elemento essenziale, si allevia il peso di genitori già fortemente in ansia per il futuro dei propri figli. Tutti fattori che hanno portato a migliorare la vita dei pazienti disabili e in alcuni casi anche a prolungarla, cosa che fino ad alcuni decenni fa era assolutamente impensabile”.