Usura, dalle intercettazioni telefoniche spunta il nome di Dario D’Isa

usura

PIANO DI SORRENTO. Un indagine in corso da alcuni mesi sul giro d’usura in penisola sorrentina, che stando a quanto riporta questa mattina il quotidiano Metropolis, vedrebbe tra gli indagati l’avvocato Dario D’Isa, figlio di Claudio, uno dei giudici del collegio della Corte di Cassazione che condannò per frode fiscale l’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Un’indagine nata dalla denuncia di un negoziante, che in un momento di difficoltà economica si trovò a dover chiedere un prestito, senza riuscire più a restituirlo per colpa dei tassi d’interesse troppo elevati. Vicenda che sfociò in una denuncia che aprì ufficialmente la maxi inchiesta coordinata dal pubblico ministero Silvio Pavia. Le successive risultanze investigative hanno poi portato ad iscrivere nel registro degli indagati alcuni commercianti nativi di Castellammare, ma residenti in penisola.

Nel corso delle intercettazioni telefoniche effettuate dai carabinieri ed inserite nella richiesta di ulteriori approfondimenti e perquisizioni, emerse una telefonata fatta tra D’Isa junior e un giovane imprenditore di Castellammare, ma residente a San Giuseppe Vesuviano: “Quanto rimaneva degli interessi di quest’anno? Mille? quant’era?”. Parole che vennero segnate in rosso dai carabinieri, perché la persona dall’altro lato del telefono risulterebbe anch’egli iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di essere un usuraio.

Dalle intercettazioni è emerso anche che Dario D’Isa avrebbe concesso prestiti a più persone, almeno sei, stando a quanto riferisce il quotidiano. Proprio una di queste transazioni, poi non andata a buon fine per i vertiginosi tassi d’interesse, vedrebbe coinvolti l’avvocato di Piano e un commerciante originario di Castellammare.