Ukraina, un video del fotoreporter Sandro Maddalena scatena la polemica sul web

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Il video sta facendo rapidamente il giro della rete come dimostrano le oltre 9mila visualizzazioni attenute in pochi giorni su YouTube.Una ripresa rubata nella quale Sandro Maddalena, fotoreporter originario di Meta di Sorrento, e una sua collega intervistano un militare ucraino nel villaggio Andreevka, vicino a Kramatorsk e Slavjansk, regione di Doneck.

Mark Bernardini, in Russia da 18 anni, conduttore della rubrica radiofonica “La voce della Russia”, ha postato su internet questo video, ponendosi alcune domande alle quali però sembra già avere una risposta. Il video è accompagnato da questo commento, lasciato dallo stesso Bernardini: “Mercenari italiani in Ucraina?mark-bernardini

Vi proponiamo un breve filmato, di appena 34 secondi, che sta girando in internet. Gli autori affermano che sia stato ripreso nel villaggio Andreevka, vicino a Kramatorsk e Slavjansk, regione di Doneck. Due civili conversano con un mercenario. Il tutto in… italiano. E’ chiaramente un video rubato con mezzi di fortuna, l’audio è pessimo, ma siamo riusciti ad estrapolare alcuni mozziconi di frasi, che abbiamo collocato nei sottotitoli. Buona visione. Naturalmente, è tutto da verificare che il luogo sia effettivamente quello. Di sicuro c’è solo che la lingua è italiana. La ragazza è settentrionale, forse veneta. Lui è meridionale. Il mercenario è dell’Italia centrale, probabilmente romano, forse ciociaro. Se tutto venisse confermato, ci sono alcune domande, magari retoriche, ma neanche più di tanto.
1)I due civili sono giornalisti?
2)Come mai in Italia non abbiamo visto alcun servizio in merito?
3)Le autorità italiane, il governo italiano, il ministero della difesa (che in questo caso sarebbe di “attacco”) ne sono informati?
4)Di chi è la bandiera che sventola sul mezzo corazzato a sinistra dello schermo?
Attendiamo commenti ed informazioni dai nostri spettatori, ascoltatori e lettori”.

Ecco il video:

Informato di quanto stava avvenendo in rete, Sandro Maddalena, fotoreporter di Meta, ha subito replicato alle accuse di Bernardini inviando una lettera alla testata giornalistica online “INFOaut”.

Vi riproponiamo il testo integrale:

“Mi chiamo Sandro Maddalena e dal 2010 lavoro come fotoreporter freelance. A febbraio scorso ero a Kiev a seguire gli eventi che sul finire del mese hanno portato alla cacciata di Yanukovich. A fine marzo sono partito dall’Italia alla volta di Donetsk per testimoniare le reazioni della popolazione locale al nuovo governo di Kiev. Qualche giorno fa ho scoperto di non essere più un divulgatore di notizie ma di essere diventato io stesso una notizia. Speravo si parlasse del mio lavoro, invece no. Il ragazzo che sta accanto al soldato ucraino che parla italiano nel video che impazza su youtube sono io.

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Voglio premettere che per controllare la veridicità delle mie parole basta utilizzare lo stesso mezzo con cui molte persone cercano di diffamarmi sui social network: internet. A febbraio ho lavorato per Afp e ora sto lavorando per Nur Photo Agency. Scrivete il mio nome su google e delle immagini compariranno a corroborare la mia tesi. Detto questo vorrei passare ora ad analizzare l’incredibile documento visivo che ha fatto scatenare le ipotesi più disparate. Nel video ci sono io vicino ad un soldato ucraino che parla in italiano con una mia collega italiana. Sconvolgente no? La prima cosa che viene da pensare è a un mercenario e due spie oppure a due militanti fascisti andati a fraternizzare con il Pravi Sektor.

Purtroppo la realtà è molto deludente: il soldato ucraino ha vissuto 12 anni in Italia e parla italiano. Io e la mia collega siamo due fotogiornalisti che abbiamo la “cattiva” abitudine di parlare con le persone nei luoghi che fotografiamo. Vi stupirà sapere che da quando sono in Ucraina mi è capitato molte volte di parlare con persone che conoscono perfettamente l’italiano, quindi nel caso dovesse comparire qualche altro video la riposta è una: flussi migratori. In Italia ci sono molti ucraini che a volte tornano alla loro terra natia e, se alcune persone non tornerebbero mai in questo periodo travagliato, altri tornano proprio per questo e senza distinzioni tra pro-europei e pro-russi.

Ora voglio lanciare un appello ai giornalisti d’inchiesta di bassa lega e agli allarmisti dei social network. Non dite queste sciocchezze quando i reporter sono sul campo perchè rischiate di mettere a repentaglio la loro incolumità. Sono giorni che non lavoro tranquillo e già alcune persone mi hanno riconosciuto “come l’italiano fascista” del video. Fortunatamente non mi è accaduto nulla. Chiudo questa mia soffermandomi su un particolare alquanto bizzarro: nel commento di Marc Bernardini al video si dice che sono meridionale, cosa per altro vera. La mia domanda è questa : come fa la suddetta persona a sapere che sono meridionale se nel video incriminato non proferisco parola? C’è una valutazione somatica di lombrosiana memoria oppure qualcuno che sapeva chi noi fossimo si è preoccupato maggiormente di fornire la mia provenienza geografica piuttosto che spiegare la realtà dei fatti?”.