Tragedia del primo maggio, è guerra per le spese legali

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SORRENTO. Continua a tenere banco la tragedia del primo maggio 2007 quando in piazza Sant’Antonino due donne furono uccise dallo schianto del cestello della gru utilizzata per montare le luminarie. A perdere la vita in quella drammatica circostanza furono Claudia Fattorusso Morelli e la nuora, Teresa Reale.

A nove anni di distanza quella ferita ancora non si sana. Tra i sorrentini e, soprattutto, i familiari delle vittime, il dolore continua ad essere vivo, anche a causa di ciò che da allora accade nelle aule giudiziarie, tra condanne ed assoluzioni.

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Stavolta a tenere desta l’attenzione su ciò che accadde in quel giorno funesto ci pensa la guerra sul rimborso delle spese di giudizio a favore delle parti civili. Uno scontro che vede da una parte il Comune, deciso a farsi restituire i 36mila euro anticipati ai familiari delle vittime per conto dei fratelli Donnarumma e dell’ex sindaco Marco Fiorentino, e dall’altra proprio quest’ultimo, sul quale la Cassazione si è pronunciata a novembre dello scorso anno.

Il segretario comunale, Elena Inserra, ha, infatti, conferito all’avvocato dell’ente, Maurizio Pasetto, l’incarico di agire contro Fiorentino e Aniello, Eduardo e Massimo Donnarumma, dipendenti della ditta chiamata a montare le luminarie per la festa di Sant’Antonino dei Giardinieri per farsi rimborsare parte dei circa 45mila di spese di lite già corrisposti ai familiari delle vittime, costituitisi parte civile nei tre gradi di giudizio.

All’origine della querelle c’è proprio la sentenza con cui i giudici romani hanno condannato i Donnarumma a un anno e otto mesi di carcere e rinviato Fiorentino davanti alla Corte d’Appello per la rideterminazione della pena per il reato di omicidio colposo. È dopo quel provvedimento che l’avvocato Massimo Esposito, lo scorso 16 febbraio, ha chiesto al Comune il pagamento delle spese di lite a vantaggio delle otto parti civili da lui assistite.

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Nei giorni successivi l’ente di piazza Sant’Antonino ha intimato ai Donnarumma ed a Fiorentino di pagare 36mila euro (cioè 45mila euro meno la propria quota di 9mila euro), minacciando un’azione per il recupero dei crediti e un ulteriore aggravio di spese. “Una richiesta rimasta inevasa”, come si legge negli atti del Comune, con la conseguenza che l’ente  si è visto costretto ad anticipare i 36mila euro nella speranza di evitare un ennesimo e costoso braccio di ferro giudiziario. A quel punto, a giugno scorso, dagli uffici di piazza Sant’Antonino è partita una lettera con la quale si intimava ai Donnarumma ed all’ex sindaco di versare 9mila euro a testa.

Ora, a più di tre mesi di distanza, i vertici dell’amministrazione municipale sembrano decisi a trascinare in Tribunale sia i Donnarumma che Fiorentino per vedersi rimborsare i 36mila anticipati ai familiari delle vittime della tragedia del primo maggio. Eppure, all’inizio dell’estate, l’ex primo cittadino aveva protocollato in Comune una nota in cui si diceva pienamente disponibile a provvedere al rimborso, ma soltanto nella misura stabilita dalla magistratura in un apposito giudizio civile.

“A quella lettera non ho mai avuto risposta – fa sapere l’ex sindaco di Sorrento ed attuale consigliere comunale di opposizione -. Inoltre, la ripartizione delle somme dovute dai condebitori va effettuata non in parti uguali come chiesto dal Comune, ma in relazione alle singole quote di responsabilità che solo la magistratura ha il potere di accertare. Nonostante conoscano bene la normativa, dal Municipio hanno preferito agire diversamente dimostrando la propria cattiva fede nei miei confronti”.