Traffico e mare sporco, la penisola sorrentina vista dai turisti

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Verde e azzurro: comunque vada, la costiera è l’icona della bellezza. Dietro ogni tornante un pezzo di paradiso. Il difficile è arrivarci in quegli anfratti tanto ammiccanti. Specie nei fine settimana. Fermi nel serpentone d’auto con le lamiere roventi che luccicano al sole, il passo dalla vista paradisiaca alla realtà è desolatamente infernale.

La domenica di disagi e bagni di caldo comincia poco dopo Castellammare. Venendo da Napoli, la Statale 145 appare subito come una colonna di fuoco. Si procede a passo d’uomo, e sotto le gallerie è roba da malore. Il nodo di questa estate è esattamente lo stesso di 30 anni fa. Incredibile, frustrante, indecoroso ma vero: tutti fermi allo svincolo per Seiano-Vico Equense. Qui si incrociano quelli che da Sorrento sono diretti a Napoli, quelli che a Sorrento prima o poi vorrebbero arrivarci; quello che salgono e quelli che scendono a Seiano.

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Persa è ormai anche la speranza che la nuova galleria di Pozzano possa risolvere la questione. Trent’anni di progetti, cantieri chiusi, sospesi e riaperti: montagne già friabili sventrate e rinforzate per scongiurare le tradizionali frane dai costoni: un progetto che alla fine degli anni 80 prevedeva un costo di circa dieci miliardi di lire, poi di circa trenta. Due anni fa, a galleria finalmente aperta, quel costo è di oltre 110 milioni di euro. E alla fine, di domenica alle 11 siamo tutti ancora qui. A guardare il mare che sembra blu.

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“Il fatto è che la nuova galleria non ha risolto i problemi di viabilità in costiera – dice il neo sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore -. Anzi, grava sul centro della città”. Limite orario 60 chilometri, come formichine migliaia di auto all’uscita dal tunnel si ritrovano tutte a Vico. Non solo. La galleria è troppo lunga; rischiosa per gli automezzi che trasportano materiali infiammabili. Così, per raggiungere gli altri Comuni della costiera, tutti attraversano – ancora – il centro di Vico.

“Stiamo progettando un piccolo intervento stradale nei pressi della stazione Circum di Seiano – dice ancora il sindaco – per consentire a chi va al mare di non attraversare il fatidico incrocio”. Sarà pronto per questa estate ampiamente in corso? “Non mi sono ancora insediato”, conclude Buonocore, vincitore al ballottaggio della settimana scorsa.

Superato il guado di Vico, altro inferno al passaggio per Meta. Rallentamenti, parcheggi pieni, e parcheggiatori abusivi scatenati. La terra promessa arriva con Sorrento: entrarci non è semplice, però i parcheggi ci sono. Costosi ma disponibili e a questo punto va bene qualsiasi cifra. Dopo tre o quattro ore di tragitto, raggiungere la spiaggia è un obbligo. Ma in molti tratti il mare delude le attese. L’acqua che dall’alto sembrava blu, a riva cambia colore e quelle trasparenze non si vedono più.

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Colpa del depuratore di Punta Gradelle, lamentano bagnanti e commercianti. Colpa dell’impianto? 1973, anno dell’epidemia da colera a Napoli. In tutte le città scatta la corsa ai depuratori. Mai partiti da nessuna parte. In costiera la struttura dovrebbe essere in dirittura d’arrivo, ma non tutto sarà semplice. “La penisola sorrentina è pronta a usare il depuratore? – ragiona ancora il sindaco di Vico, dove l’impianto è in costruzione -. Se gli altri Comuni non separeranno le fogne bianche dalle nere, non potranno allacciarsi a Punta Gradelle. Non avranno il permesso”.

Galleggiano vari oggetti e non manca qualche chiazza marrone. Si confida sulle correnti, affinché spingano tutto al largo. Eppure i turisti sono tanti. La costiera è “invasa” dagli stranieri: “Perché sul mercato internazionale offriamo il miglior rapporto qualità-prezzo – dicono gli operatori commerciali – perché qui siamo tutti proprietari delle strutture ricettive, quindi possiamo permettercelo. Il nostro vero problema invece, è che non riusciamo ad avere un rappresentante al governo centrale che rivendichi per la penisola sorrentina il rispetto che merita”. Quale rispetto? “Il nostro gettito fiscale è tra i più alti d’Italia e per oltre sei mesi all’anno diamo lavoro a migliaia di persone. Non può essere consentito a nessuno che per realizzare un depuratore o una strada si impieghino 30 anni”.

di Rosa Palomba da Il Mattino