Tra microspie e divieti di balneazione, cosa succede a Sorrento?

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SORRENTO. Stamane su Il Mattino, principale quotidiano del Mezzogiorno, appare un articolo a firma di Francesco Romanetti che analizza gli ultimi accadimenti sorrentini. Dal caso microspie al nuovo divieto di balneazione per Marina Grande. Il giornalista fa il punto evidenziando come sulla città si addensino “nuvole grigie”.

Di seguito il testo dell’articolo dell’inviato de Il Mattino.

Nuvolaglia grigia. Colori stinti. Su Sorrento e la costiera – almeno ieri – incombeva una brutta aria cupa. Ci si è messo il tempo, incerto e maligno. Turisti stranieri, che comunque non rinunciano a maniche corte, cappelli di paglia e zoccoli ai piedi, si muovono a gruppi lungo il corso e i vicoli del centro. L’ufficio del sindaco, Giuseppe Cuomo, è al primo piano del bel palazzo che si affaccia su piazza Sant’Antonino. Dalle finestre si vede il mare: quieto ma plumbeo. Un mare che comunque dall’altro ieri non è neppure balneabile. Inquinato, sporco. Insozzato per 569 metri lungo la costa – nel tratto tra Marina Grande e la spiaggia della Tonnarella – da scoli e scarichi fetidi. Acque torbide.

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Anche in Comune. «Ecco vede – racconta il sindaco – la microspia l’abbiamo trovata lì, in quella cassetta dove passano i fili elettrici». Brutta e strana storia, quella delle microspie. Una specie di piccolo Watergate alla sorrentina, con l’ufficio del primo cittadino spiato e una seconda cimice ritrovata nella sala dove si riunisce la giunta. Il fattaccio risale alla notte tra domenica e lunedì scorso, quando anonimi spioni, che forse volevano farsi passare per ladri, sono entrati nel Municipio deserto. Hanno prelevato 170 euro dalla stanza della segreteria («erano nel cassetto di una scrivania: raccolti con una colletta e destinati al regalo per un dipendente che va in pensione»), poi sono passati all’ufficio di Giuseppe Cuomo. «Quando sono entrato – racconta – ho notato che il mio computer era stato in qualche modo manomesso. Ho chiamato i vigili urbani e loro hanno trovato la microspia. Così ho avvisato i carabinieri».

Sorrento. Sedicimila abitanti, che però in estate diventano cinquantamila, per la presenza di visitatori e turisti. Quindicimila posti-letto nelle sole strutture alberghiere: alle quali vanno aggiunte camere e case in affitto, in genere di difficile censimento. Qui il denaro gira. Alberghi, ristoranti, negozi e negozietti. E tutto il resto. «Le presenze turistiche sono due milioni e mezzo all’anno, nella sola area di Sorrento e Sant’Agnello – ricorda Costanzo Iaccarino, titolare dell’hotel Imperial Tramontano e presidente della Federalberghi Campania – Sorrento è una delle prime cinque destinazioni in Italia, segue soltanto le città d’arte: Roma, Venezia, Firenze…».

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La Penisola sorrentina, nel suo insieme, rappresenta la prima azienda turistica di tutto il Mezzogiorno. Bene. Benissimo. Poi però arriva l’Arpac (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania) che effettua prelievi in mare, mette acque in provetta, fa analisi, scova colibatteri e periodicamente certifica che qui le cose non vanno come dovrebbero. Mare sporco: almeno quando in mare vengono scaricate, da maltempo e tracimazioni, le fetenzie che arrivano dalla terraferma. Automatico il divieto di balneazione. Anche questa, per la verità, non è storia nuova. Se una stagione nera è stata l’estate del 2015, con una serie di successivi divieti, le cose non sono andate meglio negli anni precedenti.

Colpa di un vecchio collettore, da Sorrento a Meta, dove convergono acque bianche e nere, defluvi naturali e scoli fognari. Colpa di fogne abusive. Colpa di sversamenti illegali nei valloni che scendono dalla collina, trasformati in discariche (ci hanno trovato di tutto: frigoriferi sventrati, motorini arrugginiti, carogne di animali). Colpa – soprattutto – di un depuratore in costruzione da vent’anni, circostanza che finora ha accontentato magari ditte e amministrazioni e ha scontentato le popolazioni. Sono lontani i tempi – più di mezzo secolo fa – quando Achille Lauro, o’ Comandandante, si faceva fotografare bevendo acqua che sgorgava a valle, alla foce del depuratore di Punta Gradelle, per testimoniarne la purezza. Altri tempi, altri populismi.Sorrento bifronte. Sorrento a due facce.

L’amministrazione del sindaco Cuomo, avvocato 54enne, al suo secondo mandato – ex democristiano, ex forzitaliota, poi alla guida di una lista civica – è da un po’ di tempo che è sotto tiro. Nel dicembre scorso finì agli arresti domiciliari un dirigente dell’assessorato alla Cultura del Comune per un appalto del servizio di trasporto scolastico. Seguirono il proscioglimento da parte del Riesame e il reinsediamento nella carica. Poi dalla Procura di Torre Annunziata partì un avviso di garanzia per un assessore, Raffaele Apreda, coinvolto in una vicenda di assegnazioni irregolari di nicchie al cimitero. Seguirono le dimissioni dell’assessore. E adesso la vicenda delle microspie. Seduto dietro la scrivania del suo ufficio, il sindaco allarga le braccia: «Che idea mi sono fatto? Non lo so se le microspie hanno a che fare con la vicenda delle dimissioni dell’assessore. Non so neppure chi le abbia piazzate. Se le ha fatte mettere la Procura o se sono stati altri organi inquirenti, la cosa non mi preoccupa. Sono tranquillo. Se sono stati altri, però, mi chiedo chi. E questo dovrà essere ora accertato». Già, ma chi, se non investigatori, potrebbero aver piazzato le cimici? D’altra parte, perché degli investigatori avrebbero dovuto architettare la messinscena del furto di 170 euro?

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Marco Fiorentino è l’ex sindaco di Sorrento. Anche lui con trascorsi in Forza Italia. Ex amico di Giuseppe Cuomo, ha poi presentato una lista in opposizione all’attuale primo cittadino: un regolamento di conti in seno al centrodestra. «Se le microspie sono state installate illegittimamente – osserva sibillino – al sindaco va tutta la mia solidarietà. Ma…» Ma? «Ma se sono state autorizzate nel corso di indagini, allora le domande da porsi sono altre… Sia chiaro, non conosco i termini di questa vicenda. Però l’attività amministrativa io la critico da tempo. Perché? Poca trasparenza, ricorso eccessivo e continuo a trattativa privata per appalti, affidamenti di lavori e servizi, assenza di gare».A sera, la nuvolaglia grigia continua ad addensari su Sorrento. Le cose dovranno andar meglio nei prossimi giorni. Almeno secondo le previsioni meteorologiche.