Studenti del Salvemini protagonisti del dibattito sul gioco d’azzardo

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SORRENTO. Un vivacissimo, stimolante e coinvolgente dibattito con gli studenti maturandi del Liceo Scientifico Statale “Gaetano Salvemini” di Sorrento è seguito alla lezione sulla legalità, tenuta dallo scrittore Raffaele Lauro, ex prefetto ed ex senatore, sul tema “La piaga sociale del gioco d’azzardo, una minaccia per le famiglie e per le giovani generazioni. Le responsabilità della politica”.

L’incontro, promosso meritoriamente dalla dirigente scolastica, Patrizia Fiorentino, si è tenuto presso il Teatro Sant’Antonino della Cattedrale cittadina. La conversazione è stata preceduta dagli interventi introduttivi del professor Antonino Siniscalchi, della preside e di don Carmine Giudici, nonché dalla proiezione di un docufilm, sul gioco d’azzardo in Italia, realizzato dalla Fondazione antiusura “Exodus”, il cui presidente, Daniele Acampora, ha partecipato all’incontro.

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Con grande determinazione, Lauro ha esordito, mettendo in guardia i giovani, dall’agguato permanente dei loro tre principali nemici: la droga, il gioco d’azzardo e l’utilizzo improprio di internet. Successivamente, dopo aver ricostruito le gravissime responsabilità di tutti i governi nazionali di centro destra, di centro sinistra e cosiddetti tecnici, nonché dei parlamenti, che si sono succeduti dal 1998 ad oggi, sull’esplosione sconsiderata dell’offerta del gioco d’azzardo, ha indicato i dati drammatici di questo vergognoso primato del nostro Paese, a livello internazionale: il coinvolgimento dannoso di milioni di italiani di tutte le età, in particolare dei soggetti meno abbienti e più deboli (giovani e anziani); la crescita esponenziale dei malati da gioco patologico, la cui cura imporrà alla comunità nazionale enormi costi sociali; il dominio della criminalità organizzata, non solo sul mercato del gioco clandestino, ma, indirettamente, anche sul gioco cosiddetto legalizzato, in mano allo Stato.

Lauro ha stigmatizzato anche la colpevole mancanza di una riforma organica del settore, da parte dello Stato centrale; il caos regolamentare, a livello regionale e comunale; la mancata tutela dei minori, dei malati patologici e delle loro disgraziate famiglie; i condizionamenti della pubblicità ingannevole, che andrebbe totalmente abolita su tutti i media; le collusioni politiche, istituzionali, governative e parlamentari, oltre a quelle del mondo dell’informazione; la non trasparenza della proprietà ultima delle società concessionarie del gioco e l’azione ricattatrice, diseducativa e corruttrice, delle lobby del gioco verso le istituzioni democratiche; l’inapplicazione delle norme antimafia al settore; le trappole del gioco on line; l’abnorme presenza, sul territorio nazionale, di quattrocentomila slot-machine, anche di nuova generazione, rispetto alla media europea; il trattamento fiscale di favore, disallineato rispetto alla media europea; la crescita del fatturato del settore, fino a 90 miliardi e la contestuale caduta delle entrate dello Stato, che dimostrano come la filosofia pubblica, sul gioco, sia stata soltanto un ignobile alibi, smascherato dai fatti; l’insicurezza sul territorio, specie nei quartieri delle periferie urbane, affollate di sale giochi.

Lauro ha puntato, poi, il dito contro l’intero settore, definendolo “fonte di illegalità e documentatamente criminogeno, in primis dell’usura, del riciclaggio del denaro sporco e, persino, dello spaccio degli stupefacenti”. Infine, ha concluso, tra l’entusiasmo degli studenti, con un vibrante invito: “L’Italia intera, da Nord a Sud, si è trasformata in un’agonizzante Las Vegas, senza regole, un vero far west, nel quale dominano l’insicurezza, il ricatto e la miseria, morale ed economica. Di fronte alla insensata inettitudine e sordità della classe politica nazionale, soltanto voi giovani, con la vostra consapevolezza, potete rappresentare, per il presente e per il futuro, in attesa di un’indifferibile rivoluzione civile, l’unico antidoto a questo dilagante disastro sociale, sottaciuto, ignorato e volutamente celato. Ecco perché ho scelto di stare tra voi e non più nelle inutili aule del Parlamento”.