Stretta sulle sale slot a Capri, il Tar boccia il provvedimento

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Il Tar, con una sentenza emanata ieri, ha annullato la delibera del Consiglio comunale di Capri con la quale lo scorso mese di settembre era stato approvato il regolamento sulle sale da gioco, stabilendo il divieto di installare slot machine a meno di 500 metri dai cosiddetti “luoghi sensibili” come scuole, chiese, palestre, cimiteri e circoli ricreativi. Un provvedimento che, di fatto, avrebbe messo al bando le macchinette mangiasoldi da buona parte dell’isola. Per i giudici amministrativi, che hanno accolto il ricorso dei titolari di due esercizi pubblici, la delibera è stata approvata senza la maggioranza prevista dalla legge.

Per ora, quindi, lo stop alle slot machine resta in vigore solo nel Comune di Anacapri, con l’amministrazione che da alcuni anni, dopo aver affrontato vari giudizi al Tar, è riuscita a far funzionare il meccanismo anti-azzardo; su questo tema nel 2015 ci fu anche un referendum, che fece registrare il 90% di consensi per l’iniziativa del sindaco Franco Cerrotta. Qui la delibera prevede una distanza minimi da 150 metri dai “luoghi sensibili”, mentre il primo cittadino chiese anche alla Caremar di vietare le macchinette dalle navi, invito che venne accolto dalla società di navigazione.

Poi quest’anno è stata la volta del Comune di Capri a portare l’argomento in Consiglio comunale, aumentando la distanza a 500 metri, concedendo 90 giorni di tempo agli esercenti per rimuovere le macchinette. Nel frattempo, però, sono arrivati i ricorsi al Tar da parte di due titolari di esercizi che ancora ospitano, non essendo passato il termine dei 90 giorni, le slot machine.

E ieri è arrivata la sentenza del Tribunale Amministrativo della Campania, terza sezione, che ha annullato la delibera consiliare richiamandosi al testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali: “L’approvazione del Regolamento impugnato – si legge nel dispositivo – non è stata adottata con la maggioranza prevista dal vigente Statuto comunale”. La delibera, infatti, ottenne il voto favorevole di 7 componenti della maggioranza e il voto contrario di 4 consiglieri di opposizione, mentre 2 risultarono assenti. Nella sentenza del Tar è specificato che, per essere valida l’approvazione del Regolamento comunale, risulta necessario in prima convocazione il voto favorevole di 8 componenti dell’organo consiliare, pari ai due terzi; mentre nelle successive votazioni, che a Capri non sono avvenute, è sufficiente la maggioranza semplice.

Il Comune di Capri ora si prepara a correre ai ripari poichè l’amministrazione ritiene che si tratti solo di un errore formale. Per questo l’argomento verrà riportato in Consiglio. Sperando che stavolta si riescano a mettere insieme i voti necessari.