Strage di gatti a Marina del Cantone – foto –

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MASSA LUBRENSE. Li hanno trovati riversi sulla sabbia, tra le barche dei pescatori dove si aggiravano alla ricerca di cibo o lungo la strada. Sono almeno una quindicina i gatti morti rinvenuti sul litorale di Marina del Cantone, a Massa Lubrense, tratto di costa dove sorgono molti ristoranti frequentati nei mesi estivi dal meglio del jet-set internazionale. “In passato abbiamo già avuto casi simili – conferma Fausto Fontana, ristoratore di Marina del Cantone che ha lanciato l’allarme pubblicando le foto dei gatti morti sul suo profilo Facebook – ma mai con una portata tanto grave ed in così pochi giorni”. Si ipotizza che ad uccidere gli animali siano state le esche avvelenate posizionate nei pressi delle cabine dove vengono depositati i rifiuti, un altro dei punti dove le colonie feline si radunano alla ricerca di cibo.

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Sulla vicenda interviene anche la locale sezione del Wwf. Attraverso una nota gli ambientalisti fanno sapere che “la scorsa settimana la comunità del borgo di Marina del Cantone è rimasta scossa nel costatare il progressivo decesso di quasi tutti gli esemplari di gatto che popolavano la località. Le morti, di cui almeno 15 casi accertati parrebbero, per modalità e numero di decessi, dovute tutte ad avvelenamento da esche o bocconi avvelenati, ma gli abitanti della zona non sono riusciti ad identificare esche o tracce riconoscibili di veleno”.

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Non sono morti solo felini, È, infatti, deceduto anche un cane, mentre un secondo è stato salvato dal repentino e testardo intervento del padrone, inducendo nell’animale il vomito facendogli ingerire acqua e sale. Diverse carcasse sono state rimosse in proprio dai cittadini del luogo per questioni di decoro ed igiene. Alcune sono ancora visibili al suolo. Resta il dubbio sull’eventualità che altri esemplari felini, noti agli abitanti, non siano reperibili in quanto siano andati a morire lontano dalla zona abitata; ancor più forte è radicata è l’incognita circa l’autore di un tale scempio e sulla possibilità che in giro ci possano essere ulteriori esche pronte ad uccidere ancora.

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Il Wwf Terre del Tirreno, allertato dai cittadini, ha immediatamente segnalato i fatti al sindaco di Massa Lubrense, Lorenzo Balducelli, ed alle forze dell’ordine. Considerato che avvelenare un animale è reato ai sensi deli articoli 544-bis e 544-ter (uccisione e maltrattamento di animali) del Codice penale; l’articolo 14 T.U. Leggi sanitarie (Regio Decreto 27.07.1934, n° 1265) proibisce e punisce lo spargimento di sostanze velenose con reclusione ed ammende; il permanere dei cadaveri di animali al suolo costituisce un grave rischio igienico sanitario e conseguente pericolo per la pubblica e privata incolumità; il sindaco, in caso di avvelenamento anche solo sospetto, deve aprire un’indagine, bonificare e tabellare la zona, intensificare i controlli; il sindaco, a seguito della segnalazione di avvelenamento da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, deve dare immediate disposizioni per l’apertura di una indagine, da effettuare in collaborazione con le altre Autorità competenti.

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Il Wwf, pertanto, ha chiesto un urgente intervento atto ad accertare le cause di morte degli animali, tramite invio delle spoglie all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZPS) competente, provvedere alla rimozione e smaltimento dei cadaveri e, qualora venga accertato lo spargimento di sostanze velenose, esche e quant’altro, attivare tutte le iniziative necessarie alla bonifica dell’area interessata prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica, nonché intensificando i controlli da parte delle Autorità preposte per individuare e punire i responsabili. A tale proposito c’è da dire che i carabinieri della stazione di Massa Lubrense stanno indagando per far luce sulla triste vicenda.

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