Stop al vincolo di pertinenza per i box auto

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PIANO DI SORRENTO. La nuova normativa regionale varata giovedì scorso elimina il vincolo di pertinenzialità assoluta sui box auto stabilito dalla legge 19 del 2011. Da ieri, in pratica, i parcheggi interrati possono essere ceduti liberamente e separatamente dall’immobile cui erano annessi. Con un unico limite: il box dev’essere trasferito a pertinenza di un’altra unità immobiliare che si trovi nell’ambito territoriale dello stesso Comune.

“Con questa norma basta avere un immobile nel Comune e annettervi un box in regime di pertinenzialità per farci dentro ciò che ti pare – commenta Anna Iaccarino, consigliere di opposizione a Piano di Sorrento -. Così viene meno anche il potere dei Comuni di stabilire una distanza tra l’abitazione principale e il parcheggio interrato, visto che per la nuova legge regionale è sufficiente che i due immobili si trovino nello stesso territorio”.

Per gli attivisti del movimento “Stop Boxlandia”, in penisola sorrentina la nuova norma non garantirà benefici né dal punto di vista urbanistico, né per quanto riguarda la mobilità: “Da ieri – precisa la Iaccarino – chi risiede a Piano, magari su Colli di San Pietro, può acquistare un box da una persona che lo aveva precedentemente costruito per metterlo a pertinenza della propria abitazione. Così facendo non si riuscirà mai a centrare l’obiettivo di liberare le strade e i centri abitati dalle automobili. Quello che sconcerta è il silenzio dei consiglieri regionali che dicono di battersi contro il fenomeno Boxlandia”.

La nuova normativa non va giù nemmeno agli attivisti del Wwf, da sempre in prima linea contro la proliferazione dei parcheggi interrati. Secondo Claudio d’Esposito, leader degli ambientalisti sorrentini, “la nuova legge regionale alimenta il business dei box auto che tante ferite ha inferto al nostro territorio”. Dal Wwf non hanno dubbi: il mercato dei parcheggi è ormai saturo. Nel 2011 il numero dei box realizzati in penisola sorrentina sfiorava le 9mila unità, con una media di 1500 a Comune. Un boom che ha creato più di qualche imbarazzo a Piano, Massa Lubrense e Sorrento, dove molti box sono finiti nel mirino della magistratura mentre altri sono rimasti inutilizzati.

Ora, secondo gli ambientalisti, le legge 16 riapre un mercato ormai chiuso. Il tutto a discapito del territorio e a favore della speculazione edilizia. “Da diversi anni a questa parte – conclude Claudio d’Esposito – ogni provvedimento della Regione cela una norma che favorisce il business dei parcheggi interrati: un’attenzione senza precedenti che dimostra quanto la politica regionale e locale abbiano a cuore le sorti degli imprenditori del calcestruzzo”.