Sorrento sempre più centro del mondo, ma i turisti vanno tutelati

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SORRENTO. Grazie alle crociere la nostra città ha allargato tantissimo i propri orizzonti turistici: Tibetani, cinesi, russi, indiani, coreani, canadesi, indonesiani insomma per le strade del Corso Italia oggi potete vederci passare chiunque.

 

Le crociere sono un business enorme che ha cambiato anche le abitudini della nostra città: I negozianti hanno imparato rapidamente i giorni di arrivo delle grandi navi e i ristoranti hanno subito adattato le loro offerte ai tempi ridotti che i croceristi hanno a disposizione.

L’unico vero limite di questo nuovo turismo è che spesso può diventare invisibile: I croceristi quando mettono piede al porto di Sorrento hanno già un pullman che li aspetta, un itinerario prestabilito e una giornata già organizzata.

Questa è la storia di Jasmine, una turista coreana giunta a Sorrento nel mese di maggio a bordo di una nota crociera italiana: “Sorrento è un posto magico, quando ho mostrato le foto del vostro paesaggio nella mia terra lontana, tutti sono rimasti sbalorditi. Ho girato per la città, mangiato una pizza e visitato tante botteghe del centro storico. Un pomeriggio fantastico. Peccato che il tempo non era granché. Una volta tornata sulla nave ho raccontato la mia esperienza ad alcune amiche, che invece avevano preferito visitare la città tramite un’escursione organizzata. La loro esperienza non è stata come si aspettavano, perché hanno passato più tempo in un autobus, che in giro a visitare luoghi. Hanno mangiato ciò che era stato concordato dalla guida, e visitato praticamente poco e nulla, perché il traffico ha impedito loro di raggiungere la Costiera Amalfitana che era la meta prestabilita. Insomma io senza spendere molto mi sono divertita, mentre loro che hanno pagato un botto hanno visto la vostra bella città attraverso un finestrino”.

Questo commento pubblicato da Jasmine sulla sua pagina facebook deve far riflettere sotto due punti di vista: Il primo che il problema traffico va affrontato e risolto quanto prima, se vogliamo fare in modo che la nostra terra resti una meta turistica, il secondo è che forse bisognerebbe tutelare di più i nostri visitatori, ed evitare che vengano mandati nei posti solo ed esclusivamente per spendere.

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