Sorrento: protesta dei lavoratori stagionali

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SORRENTO. Lavoratori stagionali in rivolta contro il Jobs Act e contro la Naspi. Giornata di mobilitazione da parte dei dipendenti del comparto turistico della costiera sorrentina e dell’isola di Capri che contestano il nuovo assegno di disoccupazione introdotto dal governo Renzi nell’ambito del Jobs Act, entrato in vigore proprio oggi, che prevede il dimezzamento del sussidio rispetto agli scorsi anni.

Sit in di protesta e gazebo in piazza Angelina Lauro a Sorrento, promossi dal Cub, la confederazione unitaria di base, che ha lanciato una petizione. Quasi mille firme raccolte in poche ore in calce ad un documento che verrà inviato al ministro del lavoro con richiesta di modifica della Naspi.

“Siamo qui – ha detto Rosario Fiorentino del Cub di Sorrento – per chiedere che venga fatta giustizia sull’indennità di disoccupazione, che è una vera e propria macelleria sociale per le famiglie dei lavoratori stagionali del turismo ma non solo. La Naspi prevede che venga dimezzato il periodo di disoccupazione. Noi siamo qui a raccogliere le firme in calce ad una petizione indirizzata al ministro Poletti che preveda una modifica della norma. Oggi è a rischio la sopravvivenza”.

Presente una delegazione di Capri guidata dal consigliere comunale Salvatore Ciuccio, responsabile di Mcl, Movimento Cristiano Lavoratori, che ha dichiarato: “Protestiamo contro l’articolo 5 del decreto che istituisce la nuova disoccupazione. Chiediamo la modifica della norma perché crediamo che penalizzi non solo i lavoratori stagionali ma l’intero tessuto economico dei territori turistici. Riteniamo ingiusta la legge che prevede un indennizzo di 3 mesi a fronte di 6 mesi lavorati. Chiediamo l’intervento del Governo e dell’Inps, proponendo la sospensione per quest’anno e l’abolizione per gli anni successivi”.

Alla giornata di mobilitazione ha aderito e partecipato anche il senatore di Forza Italia, Ciro Falanga, che ha firmato la petizione contro la Naspi ed ha affermato: “Credo che quello turistico alberghiero sia l’unico comparto seriamente produttivo del Paese. Penalizzare i lavoratori di questo settore significa incidere fortemente sulla domanda interna e colpire una fascia cospicua di persone che reggono l’economia italiana. Mentre per un verso si danno 80 euro nelle buste paga e di ciò si fa uno spot pubblicitario ormai diffuso, quando si tolgono i soldi dalle tasche dei lavoratori poi la notizia passa sotto banco. Credo che sia giusta l’iniziativa dei sindacati. Sarò vicino a tutte le forze politiche: su questa tematica non faccio distinzioni. Anche in Senato mi alleerò con chicchessia pur di fare in modo che il Governo con un decreto correttivo ripristini una situazione destinata a diventare drammatica se resta così com’è”.