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Sorrento ai tempi del Covid-19. “Aiuti a lavoratori e aziende del turismo”

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SORRENTO. Alberghi chiusi e niente stranieri in giro. Per poter comprendere l’impatto dell’emergenza Coronavirus sul turismo in Campania basta fare una passeggiata per le strade di Sorrento. È vero, sulla carta siamo ancora in bassa stagione e la città in questi giorni dovrebbe risvegliarsi dopo il letargo invernale, ma a chi vive questa terra da una vita appare evidente che qualcosa non quadra. Ed è ancora più difficile per chi lavora nel settore del turismo, specie per gli stagionali, ossia la maggior parte. Tra fine febbraio ed i primi di marzo si riparte, preparando le strutture alla riapertura.

Questo è il periodo del chiasso delle gite scolastiche, poi si passa ai primi stranieri, soprattutto inglesi e tedeschi. Quest’anno, invece, niente. E non ci sono nemmeno le file agli imbarchi per Ischia e Capri, quest’ultima la meta più ambita per le escursioni insieme a Pompei per chi soggiorna a Sorrento. Desolante lo spettacolo di Marina Piccola dove, fino a ieri pomeriggio, non era neanche stato allestito il presidio medico dove sottoporre a test per il Covid-19 i passeggeri di aliscafi e traghetti che imbarcano per raggiungere le isole del golfo. L’ordinanza emanata l’altra sera dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, evidentemente ha bisogno di tempo per trovare applicazione pratica. Comunque i sanitari avrebbero ben poco da fare visto che di turisti agli imbarchi se ne vedono veramente pochi.

“Viviamo una situazione senza precedenti – sottolinea Gino Acampora, tour operator ed albergatore -. I mesi di marzo ed aprile sono irrimediabilmente compromessi e non sappiamo cosa succederà per il resto della stagione. Lo Stato e la Regione devono fare qualcosa per aiutare le aziende, ma, soprattutto, i lavoratori che rischiano di trovarsi in serie difficoltà. Bisogna prevedere iniziative per allungare la stagione a ottobre e novembre, magari con incentivi come ingressi gratuiti agli scavi e la sospensione dell’imposta di soggiorno”.

Preoccupazioni condivise dall’Ente Bilaterale Turismo Campania (Ebtc), composto dai rappresentanti di Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita e Sib e dei sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, i quali, attraverso una nota, fanno sapere che “con un tasso annuo del 3% il turismo campano è stato finora protagonista di una crescita tanto rapida quanto forte. L’attuale fase di crisi legata alla diffusione del Covid-19, tuttavia, rischia di compromettere irrimediabilmente questa espansione con pesanti ripercussioni sull’intera economia campana. Di qui la necessità che la Regione sostenga, per quanto di sua competenza, interventi di riqualificazione professionale dei lavoratori, alimenti il confronto su certe tematiche e si faccia portatore delle istanze del comparto presso il governo nazionale”.

L’Ebtc, quindi, invoca risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali, modifiche della normativa in materia di Cassa integrazione guadagni in modo che possa essere concessa anche ai lavoratori stagionali, senza limiti, attraverso procedure rapide. Infine, si chiede la sospensione dell’obbligo di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, oltre che delle imposte dirette e indirette ed il finanziamento di corsi di aggiornamento professionale per i lavoratori stagionali in stato di disoccupazione involontaria.