Soprintendenza contro Comune: Stop al ripetitore telefonico

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SORRENTO. Doveva essere piazzata in via Sant’Antonio, nella stessa area dove già si trovano altri impianti analoghi. Invece la Soprintendenza ha detto “no”. Si tratta dell’ennesimo ripetitore per la telefonia mobile che si intendeva installare in penisola sorrentina. Questa volta era la multinazionale Vodafone-Omnitel a richiedere l’autorizzazione per sistemare la nuova apparecchiatura nel territorio comunale di Sorrento, in via Sant’Antonio al civico 5.

La domanda per ottenere la necessaria autorizzazione paesaggistica è stata presentata agli uffici comunali poco più di un anno fa, esattamente il 9 giugno del 2014. Il progetto targato Vodafone prevedeva la realizzazione di una stazione radio base per telefonia mobile cellulare.

Nonostante la zona dell’intervento fosse stata dichiarata di “notevole interesse pubblico” e giudicata nel Put “di primo grado in merito alla tutela dell’ambiente naturale”, la Commissione locale per il Paesaggio riunitasi il 31 luglio dello scorso anno aveva espresso parere favorevole al posizionamento della struttura in quanto si sarebbe trattato di “adeguamento di un’antenna esistente, comportante modifiche tecnologiche poco significative dal punto di vista paesaggistico”.

Il 20 maggio di quest’anno, invece, è intervenuta la Soprintendenza per i Beni architettonici ed il Paesaggio di Napoli e Provincia che ha sconfessato la commissione comunale esprimendo parere negativo in merito al rilascio dell’autorizzazione. Nella relazione che boccia l’installazione dell’apparecchiatura, il soprintendente Luciano Garella e la responsabile del procedimento, Nicolina Ricciardelli, dichiarano che “contrariamente a quanto affermano la Commissione locale per il Paesaggio ed il responsabile dell’Ufficio per il Paesaggio del Comune di Sorrento, l’intervento di adeguamento di un impianto di telefonia mobile esistente e di altri gestori, comporta modifiche significative, in quanto si andrebbe ad innestare su un impianto già di notevole impatto visivo; infatti, sul tetto del fabbricato, localizzato in collina a mezza costa, emergono quattro antenne con i relativi impianti che si stagliano contro la collina retrostante, creando nocumento al paesaggio”.

Dalla Soprintendenza, quindi, fanno sapere che “un ulteriore incremento dell’impianto, come proposto, non può che peggiorare lo stato di fatto, in un’area territoriale protetta, caratterizzata da un piccolo borgo storico contornato da una consistente vegetazione di tipo naturalistico”.

Una serie di motivazioni, dunque, che hanno portato al rigetto definitivo della domanda della Vodafone-Omnitel di installare l’antenna.