I sindacati dei balneari: “Un confronto sulla questione lidi a Sorrento”

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SORRENTO. Riceviamo e pubblichiamo la nota del sindacato dei lavoratori balneari che fa capo alla Cgil.

La Filcams-Cgil Campania e Napoli esprime tutta la propria preoccupazione circa la vicenda degli stabilimenti balneari di Marina Piccola, a Sorrento, uno dei quali sottoposto a sequestro mentre gli altri ad accertamenti delle autorità competenti. Non intendiamo assolutamente entrare nel merito della vicenda, confidiamo nell’operato della Procura della Repubblica e siamo convinti che riuscirà a fare piena luce sull’intera questione.

Per l’appunto, ribadiamo il fatto che è solo la cultura della legalità che deve animare i comportamenti di tutti gli attori sociali. Tuttavia, l’effettivo impedimento ad una balneazione assistita rappresenta, oltre ad un danno d’immagine per Sorrento, anche un serio problema del lavoro. Dal punto di vista occupazionale, con una stagione che nei fatti è già aperta, la chiusura dei quattro stabilimenti balneari di Marina Piccola sta già impattando, dal punto di vista occupazionale, sul futuro di circa 70 famiglie.

Lavoratrici e lavoratori già fortemente penalizzati dalla Naspi, la nuova prestazione a sostegno del reddito. Lavoratrici e lavoratori spesso iper qualificati e che nulla hanno a che vedere con eventuali comportamenti ad altri contestati. La Filcams-Cgil Campania e Napoli, assieme alle lavoratrici ed ai lavoratori, ha definito un condiviso percorso di mobilitazione per chiedere ed ottenere reali garanzie sul futuro del settore e dei livelli occupazionali.

A tal fine, la categoria a livello territoriale ha già provveduto ad incontrare il sindaco al quale ha esposto le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori, chiedendo altresì l’attivazione di un tavolo di concertazione aperto alle parti sociali per discutere della criticità in oggetto.

Alla cronica assenza di risorse destinate alla crescita di un comparto spesso solo a parole ritenuto strategico, si aggiungono anche un preoccupante tasso di sottovalutazione delle dinamiche reali dell’occupazione e una conoscenza approssimativa della nostra offerta turistica. A questi deficit, sempre più intollerabili, un confronto vero potrebbe iniziare ad offrire soluzioni, ed è questo a cui puntiamo e che formalmente abbiamo chiesto all’amministrazione comunale ed alle parti sociali tutte.