Simulazione di salvataggio alla Baia di Ieranto: Ferito calato con una barella da un costone alto 60 metri

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MASSA LUBRENSE. Questa mattina alla Baia di Ieranto si è tenuta una simulazione di salvataggio che ha visto impegnati gli uomini del Soccorso Alpino e speleologico della Campania, la Guardia Costiera, i gommoni del “Soccorso Amico” e la Protezione Civile.

 

Un intervento perfettamente riuscito, realizzato in una zona impervia con una pendenza che sfiora il 50 per cento, che voleva mettere in risalto la sinergia esistente tra i vari organi di sicurezza e controllo del territorio, via terra e via mare. La simulazione consisteva nel salvare una persona che presentava un grave trauma alle gambe, dopo una caduta in un burrone.

Gli uomini del Soccorso Alpino e speleologico hanno prima immobilizzato il ferito su di una barella tipo portantina e l’hanno poi lentamente trasportato lungo il sentiero. Una volta raggiunto il punto più sicuro, hanno riconfigurato l’imbracatura e calato l’uomo da un’altezza di oltre 60 metri. Attimi interminabili che hanno mostrato le grandi qualità di questi esperti della rampicata, capaci di effettuare tutte le operazioni di emergenza e di soccorso con la massima rapidità: una squadra dove ognuno conosce perfettamente il suo compito.

Ad attendere il ferito c’erano gli uomini della Guardia Costiera di Massa Lubrense, capitanati dal maresciallo, Vincenzo Coppola e i gommoni del “soccorso amico, che, senza problemi, hanno recuperato la barella con l’infortunato che è stato poi trasportato al porto di Marina Piccola a Sorrento.

“La proficua collaborazione instaurata con la associazione soccorso amico, – dichiara Vincenzo Coppola – con la direzione del Parco Marino di Punta Campanella e con il gruppo del soccorso alpino e speleologico Regionale ha consentito di effettuare l’odierna esercitazione nella Baia di Ieranto in Massa Lubrense, sito costiero di elevatissimo valore ambientale e meta di numerosissimi escursionisti. La calata dell’infortunato dalla parete rocciosa, alta circa 70 metri, ed il successivo recupero e trasporto via mare, è riuscita perfettamente ed è pienamente connessa con l’attività di salvaguardia della vita umana in mare che quotidianamente viene svolta dalle Capitanerie di Porto”.

Nell’ultimo anno alla Baia di Ieranto ci sono stati oltre 10 interventi per soccorrere dispersi, l’ultimo solo pochi giorni fa. Questa simulazione ha evidenziato la sinergia e la collaborazione che esiste tra i vari organi di sicurezza, che permette di poter avere a disposizione diverse eccellenze nel soccorso, sia in mare, che sulla terraferma.

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