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Si conclude a Meta il ciclo di presentazioni di Dance The Love

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META. Nella magnifica Sala Consiliare, di recente restaurata, dello storico Palazzo Municipale di Meta, affollata in ogni ordine di posti, si è concluso il ciclo di presentazioni, in penisola sorrentina, del terzo romanzo de “La Trilogia Sorrentina” di Raffaele Lauro, “Dance The Love – Una stella a Vico Equense”, dedicato alla grande danzatrice russa Violetta Elvin, nata Prokhorova.

La manifestazione culturale, organizzata dall’amministrazione comunale di Meta, ha suscitato interesse, entusiasmo ed emozioni nel pubblico presente, che ha applaudito ripetutamente il sindaco Giuseppe Tito, l’assessore Biancamaria Balzano, il moderatore, le quattro autorevoli relatrici e, infine, l’autore. Applausi di omaggio anche all’indirizzo della protagonista del romanzo, Violetta Elvin.

Ha portato i saluti di benvenuto il sindaco Tito, neoconsigliere metropolitano di Napoli, il quale ha voluto illustrare la figura di Raffaele Lauro, come docente, prefetto della Repubblica, servitore dello Stato, politico e scrittore, il quale ha onorato la penisola sorrentina con le sue più recenti opere narrative. Per tali ragioni, Tito ha anticipato, tra gli applausi del pubblico, che proporrà, al prossimo Consiglio comunale, il conferimento a Lauro della cittadinanza onoraria di Meta.

L’assessore alla Cultura, Balzano, perfetta organizzatrice e regista della serata, ha analizzato i contenuti estetici del romanzo, ricco di arte, di bellezza e di amore: innanzitutto, l’amore per la vita, di cui la Elvin rappresenta una meravigliosa espressione. La famosa blogger gastronomica, Angie Cafiero, ha esaltato, da par suo, le ricette presenti nel romanzo, con particolare riferimento alla “Torta Napoleone”, di cui ha illustrato la ricetta, dolce con il quale veniva festeggiato, a Mosca, il compleanno di Violetta bambina.

L’avvocatessa Maria Costagliola ha approfondito dialetticamente le motivazioni della scelta di Violetta Elvin di lasciare la danza, nel pieno del successo, per una vita familiare, di moglie e di madre, sottolineandone il coraggio dimostrato fin da giovane, quando era controllata dalla polizia segreta del dittatore Stalin: “Violetta Elvin rappresenta un esempio per le donne contemporanee, costrette, ancora oggi, a combattere per le loro scelte di mogli, di madri e di professioniste”.

L’avvocatessa Francesca Attanasio, con molto garbo, ha voluto ricordare i suoi trascorsi rapporti, in campo culturale, con l’autore e, nel campo della danza, con Biancamaria Balzano, evidenziando come il romanzo presenti sfaccettature storiche, politiche, artistiche, psicologiche, culturali e, in particolare, sentimentali: “L’amore di Fernando Savarese per la moglie Violetta è di una tenerezza straordinaria, un’armonia esemplare tra uomo e donna”.

La danzatrice Carla Coppola, stella del corpo di ballo del Teatro di San Carlo, allieva di Violetta e del grande coreografo Zarko Prebil, ha voluto ricordare la bellezza, l’eleganza, la classe e la raffinatezza inarrivabile della Elvin: “La Violetta Elvin, narrata da Lauro, mi ha rapita, mi ha commossa e mi ha incantata, come avvenne la prima volta che ebbi il privilegio di incontrarla al San Carlo”. L’incontro è stato coordinato, con alta professionalità, dal giornalista de “Il Mattino”, Ciriaco Viggiano, mediante pregevoli sintesi degli interventi, che hanno fatto da raccordo al serrato andamento del dibattito.

Lauro, festeggiato dai molti amici metesi, sorrentini e napoletani presenti, a conclusione dell’evento, ha preso la parola: “Ringrazio il sindaco Tito per le generose espressioni di apprezzamento, rivolte alla ormai lunga storia della mia vita, professionale, pubblica e pubblicistica, che mi hanno commosso, e per la inattesa, quanto gradita proposta di cittadinanza onoraria, che altamente mi onora, come ringrazio tutti i partecipanti e, soprattutto, l’assessore Balzano, non soltanto per il suo raffinato intervento, ma per avere scelto quattro fantastiche donne, come relatrici. Nessuno meglio di una donna può cogliere, nel profondo, la personalità di una grande artista, come Violetta Elvin, una donna coraggiosa, amante dell’arte, della bellezza, della vita e della libertà”.