Sgominata banda di 16 persone dedita ai furti in casa

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Una banda di ladri composta da italiani e romeni, che la scorsa estate ha messo a segno furti tra le province di Napoli, Caserta, Salerno e Avellino, è stata sgominata dai carabinieri di Torre Annunziata che stamattina hanno eseguito 16 misure cautelari.

I “topi di appartamento” eseguivano dei sopralluoghi prima di entrare in azione, per valutare il “grado di pericolosità” delle case da svaligiare e per organizzarsi. Poi, in batterie composte da 4 o 5 elementi, partivano su macchine con targa straniera per fare razzia di gioielli, denaro, televisori o attrezzature agricole.

Il bottino veniva scaricato in depositi indicati dallo “zio”, Mario Falanga, il capo del gruppo, un 46enne di Boscoreale che decideva tutto e a cui tutti portavano rispetto: era lui che fissava gli obiettivi da colpire, la data del furto, chi doveva operare, avvalendosi della nipote 34enne, Giovanna Fusco. Scoperta e sgominata anche la rete dei ricettatori dove il capobanda indirizzava la refurtiva dei colpi messi a segno.

In soli quattro mesi, tra maggio e agosto dello scorso anno, i componenti della banda di ladri specializzati in furti negli appartamenti hanno messo a segno trenta colpi. Raid avvenuti sia di giorno sia di notte e anche alla presenza negli appartamenti presi di mira dei legittimi proprietari. È quando emerso dalle indagini.

Durante l’attività investigativa condotta dai militari dell’Arma era stato, inoltre, possibile procedere all’arresto in flagranza di due autori di furto in un’abitazione in provincia di Salerno e alla successiva individuazione di tre complici, che inizialmente erano riusciti a darsi alla fuga.

Nel corso delle indagini è stato possibile ricostruire anche la rete di ricettazione dei beni proventi dai furti, scoprendo che la banda si avvaleva di tre depositi clandestini ubicati a Boscoreale. “In tale ambito – spiega attraverso una nota il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Alessandro Pennasilico – uno specifico segmento di indagine ha riguardato l’individuazione dei soggetti dediti al ricondizionamento, mediante rapidi interventi di riverniciatura e alterazione dei segni distintivi, di mezzi agricoli e macchine operatrici, per l’immediata re-immissione sul mercato illecito”.

Nove delle quindici persone indagate sono state portate nel carcere napoletano di Poggioreale, due presso l’istituto femminile di Pozzuoli mentre altre quattro sono state poste agli arresti domiciliari. Durante l’operazione i carabinieri hanno anche sequestrato quattro auto utilizzate per commettere i furti.