Sequestro di Peter’s Beach, cittadini divisi

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SORRENTO. Vedere la spiaggia, il tavolato e la scogliera in concessione al lido desolatamente vuoti il 5 agosto mette i brividi, soprattutto se confrontato con la calca che si registra a pochi metri di distanza. Dopo che ieri pomeriggio gli agenti del commissariato di Sorrento hanno apposto i sigilli a Peter’s Beach, uno dei quattro lidi di Marina Piccola, oggi anziché il tradizionale via vai di bagnanti e personale, si vedevano solo gli ombrelloni chiusi, tutti ordinatamente in fila.

Lo stop all’attività è stato disposto dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata. Tutta la vicenda ruota intorno ai presunti abusi edilizi commessi in riva al mare dai gestori degli stabilimenti della spiaggia di San Francesco venuti alla luce un anno fa. Lo scorso 13 maggio il titolare di Peter’s Beach, il 55enne Giancarlo Leonelli, ha ottenuto dal Comune l’autorizzazione ad abbattere le opere illecite. Ed è questo l’atto al centro della contesa in quanto sarebbe basato su falsi presupposti, tanto da essere considerato inesistente.

In seguito all’apposizione dei sigilli da parte della polizia, in città l’opinione pubblica si è spaccata. Raccogliendo un po’ di commenti tra quelli postati sui social network a corredo della notizia è chiaro che le idee sono contrastanti. C’è chi accusa i proprietari del lido di aver commesso gli abusi senza preoccuparsi delle conseguenze e chi, invece, parla di una sorta di “giustizia ad orologeria” arrivata proprio nel pieno della stagione.

Quasi tutti, però, concordano nell’essere preoccupati per il personale del lido. Si tratta di una trentina di persone che, improvvisamente, nel vivo dell’estate, si ritrovano senza lavoro sicuramente non per responsabilità a loro riconducibili. E’ in particolare nei loro confronti che si registra la solidarietà dei sorrentini.