Sequestrata l’isola ecologica, per riscontrati reati ambientali

Controlli a Massa Lubrense

Nei giorni scorsi l’area, che sorge lungo via Pontescuro, in località Schiazzano, è stata sottoposta ad un’accurata verifica da parte dei carabinieri e del personale dell’Asl Napoli 3-Sud. Controlli che hanno evidenziato una serie di irregolarità.

In particolare è emerso che su di una superficie di circa 400 metri quadrati sono state edificate due baracche in lamiera all’interno delle quali veniva stoccato, in assenza delle prescritte autorizzazioni, un consistente quantitativo di pneumatici usati. In una zona attigua, invece, all’interno dell’area regolarmente legittimata all’attività di recupero e trasporto dei rifiuti, è stata rilevata la presenza di alcuni tubi di scarico di reflui fognari provenienti dalla dismissione di servizi igienici.

In entrambi i casi si tratterebbe di violazioni delle norme che regolano la tutela dell’ambiente. Inoltre, nel corso dello stesso blitz, carabinieri e personale del servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl Napoli 3-Sud, hanno constatato che erano state commesse delle omissioni riguardo l’apposizione della segnaletica di sicurezza, la salubrità e l’igiene dei luoghi di lavoro e la protezione degli impianti elettrici. Una serie di infrazioni che hanno portato i carabinieri della stazione di Massa Lubrense, agli ordini del maresciallo Giacomo Sammartano e coordinati dal capitano della compagnia di Sorrento, Leonardo Colasuonno, a denunciare in stato di libertà alla procura della Repubblica di Torre Annunziata un 43enne del posto in qualità di legale rappresentante di Terra della Sirene spa, la società municipalizzata che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti nel territorio del Comune costiero. L’area di 400 metri quadri dove avveniva lo stoccaggio degli pneumatici, insieme ai tubi ed agli altri materiali sono stati, invece, posti sotto sequestro.

L’apposizione dei sigilli ha anche rischiato di compromettere la regolare attività dell’isola ecologica, considerato che è stata inibita al personale, composto da 24 unità operative, anche la possibilità di servirsi degli spogliatoi e dei servizi igienici presenti all’interno della struttura. In attesa di chiarire la questione i responsabili dell’impianto hanno individuato soluzioni alternative noleggiando alcuni bagni chimici ed appoggiandosi al vicino stadio comunale «Cerulli» per consentire ai dipendenti di cambiarsi e fare le docce al termine del proprio turno di lavoro. Ora i vertici di Terra della Sirene spa e gli amministratori locali sono impegnati nel tentativo di risolvere i problemi emersi in seguito ai controlli, in modo da poter garantire ai cittadini la prosecuzione del servizio secondo gli standard attuali che hanno consentito al Comune di guadagnarsi una serie di riconoscimenti per la qualità della raccolta differenziata.