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Sconfitti in fila dal nuovo sindaco. A Sorrento la coerenza resta “la virtù dei fessi”

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Tanti anni fa un autorevole politico Sorrentino, l’ingegner Gerardo Gargiulo, costruttore, passato anche alle più gratificanti cronache dello spettacolo con Renzo Arbore, ebbe a dire, nel bel mezzo di un Consiglio comunale di Sorrento, che “in politica la coerenza è la virtù dei fessi”.

Aveva ragione. E, nonostante gli anni trascorsi, Sorrento continua ad essere l’emblema di questo assunto, se è vero com’è vero che a meno di un mese dall’elezione della nuova amministrazione, è già partita la caccia alla ricollocazione di qualche consigliere di minoranza e anche di molti che erano allocati, come portatori di voti, nello schieramento che ha perso le elezioni.

Una squallida ricorsa verso la stanza del nuovo sindaco Massimo Coppola che denota una sola cosa: senza almeno una levetta del potere tra le mani, in questa città i politicanti non riescono a sopravvivere (e forse anche dal punto di vista economico).
È così, ma deve essere per forza così, se si è passati in poche settimane da scottanti epiteti per bollare la presunta incapacità della ciurma di Coppola a guidare il comune, alle genuflessioni davanti al sindaco appena eletto senza tenere in minimo conto la volontà di chi nella cabina elettorale gli ha affidato il voto proprio per contrastare l’avanzata del nuovo.

Sì, il nuovo. Il sindaco Massimo Coppola ha condotto una campagna elettorale ferma, decisa, risoluta proprio nello sbandierare la voglia di pulizia. Il cambiamento è stato il suo cavallo di battaglia, e proprio questo vento nuovo alla fine è risultato vincente. Possibile che in meno di un mese il nuovo già si impregna di vecchio? Vediamo. Le scelte non potranno essere segrete come le promesse. Prima o poi i cittadini sapranno se di reale rinnovamento si tratta o se, ancora una volta, a Sorrento “la coerenza è la virtù dei fessi”.

di Antonino Pane