Scomparso da un anno a Piano di Sorrento, appello della famiglia

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Sono passati 12 mesi dalla scomparsa a Piano di Sorrento dello psicologo 40enne di Torre del Greco Giuseppe Di Meglio, ma le ricerche procedono a rilento e la famiglia lancia un appello disperato: “Indagini ferme, la magistratura deve sbrigarsi”.

Ad affermarlo è Andrea, il fratello di Giuseppe Di Meglio, che da quel 18 giugno del 2015, quando si sono perse le tracce del congiunto, non ha mai abbandonato la speranza di ritrovarlo, sostenuto anche dall’associazione “Penelope Scomparsi Campania”.

Mesi di ansia, ricerche costanti, sopralluoghi nei posti frequentati dal giovane disperso, una fiaccolata per sensibilizzare le istituzioni e telefonate di segnalazioni, rivelatesi poi infondate. Un gruppo su Facebook, “Cerchiamo Giuseppe Di Meglio”, che, ad oggi, conta circa 20mila iscritti e raccoglie segnalazioni provenienti da tutta Italia. Tuttavia, nonostante la solidarietà della società civile e del popolo del web, la famiglia Di Meglio si sente abbandonata dalle istituzioni. Il computer del disperso, dopo 7 mesi dal sequestro, non è stato ancora analizzato.

“Non è facile per una famiglia affrontare la scomparsa di un proprio caro – dice Andrea Di Meglio – e combattere contro tutte le problematiche del caso. La lentezza burocratica con la quale si stanno portando avanti le indagini è impressionante e soprattutto non siamo sicuri di quale sia il piano investigativo. Ancora oggi, a distanza di 7 mesi dal sequestro dei pc di mio fratello, questi dati non sono stati ancora analizzati e solo nel mese di maggio il magistrato li ha affidati a un consulente tecnico per l’analisi. Ad oggi però non ci sono ancora i risultati della perizia”.

Andrea e tutti i familiari di Giuseppe Di Meglio invitano a non spegnere i riflettori sul caso, tanto che stanno anche organizzando un convegno.