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Sanità allo sfascio in costiera sorrentina, il Tribunale del malato scrive al ministro Grillo

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SORRENTO. Ancora una volta il Tribunale per i diritti del Malato è in prima linea (e come al solito dobbiamo purtroppo rilevare il silenzio assordante delle istituzioni locali, così come di molti di noi che ci ricordiamo dell’ospedale solo quando ne abbiamo bisogno) per denunciare i problemi che affliggono la sanità pubblica in penisola sorrentina. Dopo la segnalazione relativa all’imminente sospensione del servizio del laboratorio di oncologia dell’ospedale di Sorrento per le prossime ferie dell’unico medico, i responsabili dell’associazione scrivono direttamente al ministro della Sanità. Giulia Grillo, invitandola ad effettuare un sopralluogo presso le strutture sanitarie del comprensorio sorrentino.

Di seguito la lettera inviata al ministro:

Dai mass media abbiamo appreso la notizia della sua venuta in Campania per visitare diversi ospedali napoletani in seguito a scandali di cui non disquisiamo visto che sono più che noti. La cosa che ci ha maggiormente colpiti è stata la sua improvvisa visita effettuata presso il P.O. “San Leonardo” di Castellammare di Stabia. Stando a quanto riportato dalla stampa e da qualche intervista da Lei rilasciata a qualche giornale on line della zona, abbiamo appreso la Sua amara meraviglia nella constatazione di come vanno le cose in linea generale in quella struttura sanitaria.

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Siamo i rappresentanti della Sezione Penisola Sorrentina-Torre Annunziata del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva e nel vedere quelle interviste siamo andati molto oltre le parole che lei è riuscita a profferire perché quelle realtà le conosciamo benissimo e miriadi di volte le abbiamo denunciate senza avere un granchè di riscontri. E una domanda è sorta in maniera forte e preponderante, la stessa domanda che costituisce motivo che ci ha indotto e redigere la presente: ma perché, una volta giunta fino a Castellammare di Stabia non ha percorso altri 15 chilometri circa per arrivare prima a Vico Equense e poi a Sorrento?

Sarebbe stata sicuramente una visita piacevole per Lei che avrebbe avuto modo non solo di ammirare un panorama stupendo, ma anche di visionare una realtà sanitaria probabilmente ancora più scioccante di quella rilevata nei lidi stabiesi. Infatti, Vico Equense e Sorrento sono due dei sei Comuni che formano la Penisola Sorrentina e distano fra loro circa 6 Km. In ognuno di loro sorge una struttura ospedaliera; le due formano insieme i cosiddetti Ospedali Riuniti della Penisola Sorrentina. Avrebbe avuto modo così di stare al capezzale di due malati in stato comatoso perché soltanto questo è il paragone adatto a descrivere in due parole quello che oggi sono diventati questi due ospedali sventrati di tutto e afflitti da una carenza di personale che si trascina da secoli.

Ministro Grillo

Ministro Grillo

Non vogliamo dire altro. Tutto sarebbe superfluo. Soltanto una preghiera, un invito caloroso: venga al più presto in Penisola Sorrentina e avrà modo di constatare di persona cosa significa per un cittadino sorrentino malato essere costretto a rivolgersi al pubblico servizio sanitario. Significa attesa, significa sofferenza ulteriore, significa inoltrarsi in un percorso che fa acqua da tutte le parti a cominciare dall’approccio con il medico di fiducia il cui ruolo il più delle volte si riduce a banale burocrate della sanità, fino ad arrivare ad una medicina territoriale singhiozzante se non inesistente per poi approdare ad una assistenza ospedaliera che si arrabatta alla meglio senza primari nelle varie Divisioni, senza infermieri sufficienti, senza OSS, insomma senza un bel niente.

Attendiamo con ansia la Sua venuta che auspichiamo avvenga il prima possibile. Non cestini la presente perché così facendo cestina il diritto alla salute di tanta gente sofferente.
Distintamente salutiamo.