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Ricorsi tributari, record in Campania

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Le liti fiscali abbondano, soprattutto tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate. Ma non mancano quelle con gli enti locali, in particolare per la tassa sui rifiuti. Spetta proprio a Napoli ed alla Campania il primato dei contenziosi tributari nel nostro Paese. Solo nel 2016 i ricorsi presentati dai cittadini alla giustizia tributaria sono stati in tutto 48mila861, quasi il 25% del totale nazionale. Ma il dato relativo ai contenziosi presentati dai cittadini campani risulta però in calo del 12%, rispetto al 2015.

Anche la recente inaugurazione dell’anno giudiziario tributario è stata un’occasione utile a fare il punto sulle novità che riguardano i contenziosi. “I tempi della giustizia – ha spiegato il presidente della commissione tributaria regionale Michele Oricchio – sono piuttosto celeri. Il primo ed il secondo grado garantiscono una veloce risoluzione delle controversie. Ma i tempi si allungano quando si arriva in Cassazione”. Nella commissione tributaria provinciale i contribuenti ottengono una risposta, relativamente al primo grado, nell’arco di un anno. Poco più di un anno occorre mediamente anche per il secondo grado.

“Il vero tappo della giustizia tributaria è il giudizio di Cassazione”, ha aggiunto Alfredo Montagna, vicepresidente del consiglio di presidenza della giustizia tributaria. “Non c’è un ritardo – ha proseguito Montagna – nella giustizia di merito a Napoli e in Campania. Il giudizio di terzo grado raddoppia o triplica i tempi, rispetto ai primi due. Oggi è possibile trovare sia durante il giudizio di primo grado che durante il secondo un accordo con l’amministrazione finanziaria. È una novità. Dopo una sentenza sfavorevole al contribuente in primo grado, ad esempio, si può trovare una transazione anche in secondo grado. Ci sono gli strumenti per ridurre il numero delle cause anche perché c’è una maggiore disponibilità da parte dell’Agenzia delle Entrate alla transazione o alla definizione anticipata delle liti”.

I contenziosi riguardano tutti i casi in cui un contribuente non è riuscito a trovare un accordo con l’Agenzia delle Entrate o con gli enti locali. In Campania sono soprattutto i Comuni al centro dei contenziosi. “Un notevolissimo numero di controversie nella nostra regione – ha ripreso Oricchio – riguarda i vizi della notifica dell’atto impositivo o dell’atto della riscossione”. Una tradizione consolidata soprattutto a Napoli e provincia, dove tanti cittadini si trovano alle prese con atti impositivi relativi a tributi dei quali non sono stati informati per una mancata comunicazione postale o per una mancata notifica da parte di un ente.

Dal 15 febbraio in Campania è in vigore il processo tributario telematico, un’innovazione che dovrebbe contribuire ad accelerare la conclusione dei contenziosi. “A Napoli e in Campania – ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Commercialisti, Vincenzo Moretta – c’è una tendenza al ricorso, ad andare avanti in un processo anche quando si potrebbe arrivare ad una conciliazione o ad un accertamento con adesione. Ci sono tanti strumenti retroattivi che potrebbero essere utilizzati. I dati annunciati dalla commissione tributaria confermano che c’è una certa rapidità nei tempi. Il processo telematico sarà più immediato e meno dispendioso perché si lavorerà sul web”.

I tempi della giustizia tributaria sono – anche a giudizio di Moretta – più rapidi rispetto a quella ordinaria. La rottamazione delle liti fiscali sul modello di quella delle cartelle esattoriali, invece, non viene vista positivamente dai commercialisti. Ma la rottamazione dei contenziosi resta, comunque, un’ipotesi ancora in piedi per il governo. Potrebbe essere una soluzione utile a ridurre l’alto numero di liti fiscali. Le modalità per attuarla, però, sono ancora tutte da verificare.

di Valerio Iuliano da Il Mattino