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Ricordate a Sant’Agnello le vittime del Marina di Aequa

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SANT’AGNELLO. Si è svolta ieri mattina la cerimonia in suffragio delle vittime del naufragio del Marina di Aequa, la nave affondata nel golfo di Guascogna il 29 dicembre del 1981. Una messa è stata celebrata nel santuario di San Giuseppe, a Sant’Agnello, dall’arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, Francesco Alfano.

Alla cerimonia, organizzata dalla Confraternita del Sacro Cuore di Maria e Giuseppe, hanno partecipato, con le famiglie delle vittime, una delegazione della Capitaneria di Porto, con il comandante dell’ufficio marittimo di Piano di Sorrento Paolo Avallone; rappresentanze della Casina dei Capitani, con il presidente Mario Cafiero; la Stella Maris con il delegato Vincenzo Astarita; l’associazione nazionale medaglie d’oro per lunga navigazione, rappresentata dal comandante Antonino Migliaccio; i sindaci e gli amministratori dei comuni della penisola sorrentina e le delegazioni delle città di provenienza dei 30 membri dell’equipaggio della nave, di proprietà dell’Italmare, partita dal porto di Anversa e diretta nel golfo del Messico.

L’unità, alle 17:55 di quel drammatico giorno di fine dicembre di 38 anni fa, colò a picco a causa di un’onda assassina portando con sé in fondo al mare trenta giovani vite le cui salme non sono state mai più restituite alle famiglie. Di questi, ventuno erano della penisola sorrentina; tre di Procida e cinque di Torre del Greco, oltre ad un cileno di Santiago

A perdere la vita furono Anselmo Buonocore, Raffaele Esposito, Costantino Castellano, Tullio Gagliardi, Luigi Maresca, Giovanni Ruggiero, Michele Pepe, Antonino Aversa, Ciro D’Angelo, Maurizio Esposito, Antonio Esposito ed Antonio Paese, tutti di Meta; Salvatore Lauro, Luigi Cioffi, Giuseppe D’Elia, Francesco Vinaccia ed Antonio Cioffi, di Piano di Sorrento; Gennaro Pisano ed Angelo Vinaccia, di Sorrento; Pietro Cacace ed Antonino Gelzo, di Massa Lubrense; Michele Massa, Salvatore Polese, Guglielmo Tortora, Raffaele Palomba e Luigi Tortora, di Torre del Greco; Pietro Cibelli, Giuseppe Visaggio e Giuseppe Marrazzo, di Procida; Carlos Quintana Correa di Santiago del Cile.
Al termine delle celebrazioni religiose deposta una corona d’alloro presso il monumento ai caduti in mare.