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Riaperture hotel a Sorrento, trionfa il pessimismo

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“Per riaprire in queste condizioni bisogna essere eroi. E a quanto mi risulta gli unici eroi sono i cugini Scala, proprietari dell’hotel Continental che dal 1 giugno saranno operativi”. Paolo Durante, il decano degli operatori turistici della penisola sorrentina, guarda l’elenco delle cancellazioni e apre le braccia. “C’è troppa incertezza, la gente non vuole muoversi. Siamo pronti a riaprire il Due Golfi per dare un lavoro ai nostri affezionati dipendenti stagionali. Ma abbiamo bisogno almeno del 30% delle prenotazioni, senza sarebbe un suicidio”.

La ripresa dei voli continentali e internazionali e, soprattutto, l’abolizione obbligatoria dei 14 giorni di autoisolamento per i turisti inglesi che vengono in Italia: senza queste due misure la ripresa di Sorrento resta al palo e, soprattutto, gli alberghi restano chiusi con tutto quello che questo significa sul piano occupazionale.

“Il mercato UK – spiega Gino Acampora, operatore turistico e manager di una delle famiglie più note nel settore alberghiero – è fondamentale per le nostre aziende. Grand hotel Vesuvio, Bristol, President e Minerva, nonostante la vasta notorietà sul mercato ricettivo, non hanno ancora una precisa data per la riapertura. Pensiamo al 15 luglio nella speranza di vedere qualche spiraglio soprattutto per dare lavoro ai nostri dipendenti. L’albergo lo fanno i dipendenti, sono loro che, col loro lavoro, ne fissano l’immagine. Vorremmo riuscire a riaprire soprattutto per loro. Stiamo lavorando a stretto contatto con Federalberghi, abbiamo come obiettivo allungare la stagione. Diciamo da metà luglio a novembre con pacchetti diversi per una clientela diversa. Ma è necessario, ripeto, aprire gli aeroporti e ripristinare le rotte”.

Aerei e libertà di spostamento per inglesi e americani. Antonino Manniello, esponente di una famiglia con radici solide nell’ospitalità sorrentina, è preoccupato. Personalmente al timone di Royal, Ambasciatori e Capodimonte (ma nel gruppo famiglia ci sono anche La Favorita e il De la Ville) guarda con malinconia le porte chiuse a fine maggio e non sa quando si potranno riaprire. “Dobbiamo aspettare, purtroppo. La nostra clientela a 5 stelle richiede servizi esclusivi che ci obbligano a un grande impiego di personale. Ospiti esigenti che noi siamo pronti ad accogliere. Ma se non ripartono i voli intercontinentali e, soprattutto, se non percepiranno la massima sicurezza difficilmente si metteranno in viaggio. Per il 2020 non ho speranze di utili, vorrei riuscire ad aprire solo per far lavorare il nostro personale”.

Duro e polemico con i colleghi, Mariano Russo, decano degli albergatori sorrentini. È al Conca Park e guarda preoccupato alle strutture della sua famiglia. “Stiamo perdendo anche questa occasione – dice – per una riflessione seria sul futuro dell’attività ricettiva della penisola sorrentina. Tutti insieme avremmo potuto e dovuto inventare soluzioni diverse come abbiamo sempre fatto in passato di fronte alle crisi. Invece è mancato completamente il ruolo del coordinamento. Ognuno pensa ai fatti suoi e così andiamo incontro a chiusure forzate. Sorrento ha sempre avuto una capacità di reazione straordinaria. Oggi siamo fermi ad aspettare. Questa è l’amara realtà”.

Il nipote, Gianmario Russo, al timone della Hilton Sorrento Palace, la struttura con spazi congressuali di primissimo livello non ha ancora potuto fissare una data per la riapertura. “I congressi – dice – sono addirittura ancora vietati. Vorremmo riaprire l’albergo ma ancora non abbiamo nessuna certezza sulle date”.

Più fiducioso, invece, Franco Savarese, patron di Villa Savarese, location per eventi, soprattutto matrimoni, e di Michelangelo e Antiche Mura. “Dal 1 luglio – dice – apriamo Antiche Mura. È il nostro contributo alla città. Siamo pronti ad aprire tutto, naturalmente, ma per ora questo lo consideriamo già in grande passo”. Anche Lucio Aponte, albergatore e operatore turistico, è pronto per una riapertura. “Vorremmo ripartire con il Regina dal primo luglio. Per Elios e Isabella, invece, per ora non ci sono obiettivi fissati”. Chi invece vuole andare con molta cautela è Paolo Iaccarino de La Vue d’Or. “Non abbiamo certezze e non vogliamo fare salti nel buio. Aspettiamo, quando si creeranno le condizioni riapriremo”.

Ed eccoli qui gli “eroi”, i cugini Diodato e Carlo Scala. “Dal primo giugno – dice Diodato con un pizzico di soddisfazione – l’hotel Continental è aperto. Abbiamo avuto qualche prenotazione ma siamo sicuri che, piano piano Sorrento si rimetterà in moto. Aperta anche la piscina a ospiti esterni e, soprattutto, il ristorante Vittoria, sul terrazzo dell’albergo che in pochi anni è diventato punto di riferimento dell’ospitalità e della bellezza sorrentina”.

di Antonino Pane da Il Mattino