Questione oncologia a Sorrento, una lettera del dirigente annunciava lo stop

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SORRENTO. Stamattina leggendo i giornali sono rimasto basito dalle minacce che la dottoressa Costantini, manager dell’Asl Napoli 3-Sud, rivolge al Tribunale per i diritti del malato che si batte, ormai da solo, per avere ospedali degni di questo nome a Sorrento e a Vico Equense. Da solo perché ad eccezione di qualche sindaco che non ha esitato a schierarsi dalla parte dei malati, gli altri amministratori preferiscono tacere e rinviare al sogno dell’ospedale unico le aspettative dei cittadini. Come dire sacrificatevi voi oggi, così i vostri figli, forse, saranno curati in un ospedale che funziona. Una logica aberrante che vorremmo vedere spiegata al capezzale dei malati più che in pubblici convegni.

La dottoressa Costantini si sottrae a questo metodo e invece di fornire spiegazioni accettabili pensa alla magistratura per tacitare i diritti sacrosanti di chi sta male. E lo fa nel modo peggiore possibile, minacciando. Procurato allarme, arriva a dire. Senza spiegare che l’ennesima denuncia del Tribunale dei diritti del malato nasce non da infondati allarmi ma da una lettera inviata ai dirigenti dell’Asl il 19 luglio scorso dal responsabile dell’Uoc di Oncologia, Carmine Pizza. Una lettera dove si dice che per le ferie dell’unico medico del servizio il reparto di oncologia sarebbe rimasto chiuso dal 6 al 17 agosto e che i malati sottoposti a chemio sarebbero stati indirizzati negli ospedali di Gragnano e Torre del Greco. Solo dopo la denuncia, quindi, si è arrivati alla soluzione annunciata dalla manager, ossia la non interruzione del servizio che sarà garantito dallo stesso Pizza.

La verità è che si vuole tacitare chi protesta più che spiegare. La dottoressa Costantini dovrebbe informare pubblicamente su quanti fondi sono stati spesi per gli ospedali di Sorrento e Vico Equense negli ultimi tre anni. Quali macchinari sono stati acquistati; quanti medici e quanti infermieri sono stati inviati in questi due ospedali. Dovrebbe informare il pubblico su quanti medici/infermieri per mille abitanti lavorano nell’ospedale di Nola o in quelli di altri ospedali zonali e quanti, invece, lavorano negli anni ospedali di Sorrento e Vico Equense. Dovrebbe dirci se sa che in penisola sorrentina l’utenza si decuplica in alta stagione e dovrebbe anche spiegarci perché i cittadini della penisola sorrentina devo ancora raggiungere Castellammare per avere un esame clinico in una struttura convenzionata.
E allora più che lanciare minacce la dottoressa Costantini farebbe bene a fare in modo che tutti i malati della Asl che amministra abbiano lo stesso livello di assistenza.

di Antonino Pane da Il Mattino