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Prorogato di sei mesi il bonus vacanze

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Altri sei mesi per richiedere il bonus vacanze. Con un emendamento al Milleproroghe approvato dalla commissione Affari costituzionali e Bilancio della Camera, la scadenza della misura è stata infatti spostata al 31 dicembre di quest’anno. In realtà prima che entri a tutti gli effetti in vigore, ci sarà bisogno di un passaggio in Parlamento.

Il bonus ha esordito all’interno del decreto Rilancio del maggio scorso ed è entrato in vigore dal primo luglio 2020. Secondo i dati di PagoPA, le famiglie che hanno chiesto l’incentivo sono state quasi 1,9 milioni, per un controvalore di 830 milioni (meno del 40% della platea prevista dal governo, pari a 4,8 milioni).

Consiste in un contributo da utilizzare per soggiornare in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed&breakfast su tutto il territorio italiano. Ci sono però delle restrizioni. In primis il buono deve essere speso in un’unica soluzione. Inoltre può essere utilizzato da un solo componente del nucleo familiare, anche diverso dalla persona che lo ha richiesto. Inoltre solo l’80% del bonus viene applicato sotto forma di sconto da parte della struttura ricettiva in cui si prenota, il resto è detraibile nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

La misura può essere richiesta solo dai nuclei familiari con Isee fino a 40mila euro. Questo però deve essere calcolato mediatnte la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), un documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare e ha validità dal momento della presentazione e fino al 31 dicembre successivo. Il tutto perché l’importo del bonus viene modulato in base alla numerosità del nucleo familiare: 500 euro per nucleo composto da tre o più persone, 300 euro da due persone, 150 euro da una persona.

Non dovrebbero cambiare le modalità di erogazione, che quindi restano completamente digitali. È dunque necessario che un componente del nucleo familiare interessato al bonus sia in possesso di un’identità digitale Spid o Cie. Questa è infatti indispensabile per accedere alla procedura tramite l’app IO, l’applicazione dei servizi pubblici. Una volta attribuito, il bonus è identificato da un codice univoco, a cui è associato anche un QR code, che non va stampato ma tenuto sempre a portata di mano sul proprio smartphone per comunicarlo all’albergatore, insieme al codice fiscale, prima di pagare il soggiorno.