Il Professor Francesco Corcione nuovo presidente dei chirurghi italiani

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Francesco Corcione, direttore del dipartimento di Chirurgia generale e del centro di Chirurgia laparoscopica e robotica avanzata dell’ospedale Monaldi di Napoli chiamato a guidare la Società italiana di Chirurgia (Sic), la più importante società scientifica della categoria. Negli ultimi due anni Corcione ha affiancato il presidente uscente Giorgio De Toma, ma ora tocca a lui assumere l’incarico, il primo chirurgo napoletano a raggiungere tale traguardo. L’ufficializzazione è giunta nel corso del 116 ̊ Congresso nazionale dei chirurghi italiani che s è concluso nei giorni scorsi a Roma alla presenza di oltre mille e 500 specialisti provenienti da tutte le Regioni.

Per Francesco Corcione si tratta del coronamento di una intensa carriera vissuta per gran parte in sala operatoria. Classe 1952, sposato, due figli, Corcione da 16 anni dirige la Divisione di Chirurgia generale del Monaldi. Qui negli ultimi tre anni ha eseguito circa 2 mila interventi come primo operatore di cui, negli ultimi dodici anni, da quando è stata inaugurata la nuova piastra chirurgica ad alta automazione, 132 interventi di Chirurgia robotica. A giugno 2007 ha eseguito, primo in Italia e secondo nel mondo, l’intervento di colecistectomia laparoscopica per via transvaginale.
Un vero e proprio talento del bisturi Corcione, pioniere delle tecniche laparoscopiche con oltre 25 mila interventi effettuati in maggioranza allo stomaco e al colon retto. Il nuovo ruolo consente al responsabile della Chirurgia del Monaldi di tracciare il punto sui progressi della divisione che dirige che hanno visto raddoppiare il numero di interventi realizzati e, soprattutto, abbattere molti traguardi nazionali ed internazionali.

“Grazie alla collaborazione dell’azienda, e al continuo scambio di esperienze con le tante professionalità esistenti – sottolinea il neopresidente della Sic – possiamo dire con orgoglio di aver trasformato un reparto normale in eccellenza assoluta nel campo della sanità nazionale. Ricordo tuttora con orgoglio il riconoscimento ottenuto dall’Agenas come la migliore divisione nel campo della chirurgia laparoscopica della colecisti in Italia. Intendo riportare alla ribalta l’autorevolezza della professione chirurgica, trascurata negli ultimi anni – avverte Corcione – per rimettere al centro della sanità italiana questa figura professionale non solo dal lato scientifico ma anche dei processi decisionali e del governo della salute che tanto incidono sul lavoro dei colleghi. Desidero creare un nuovo dialogo con istituzioni e media e stipulare un patto con tutte le altre professioni sia mediche sia sanitarie. La chirurgia non è una torre d’avorio ma una disciplina a stretto contatto con pazienti e territorio che ha però peculiarità e criticità uniche”.

Lotta alla medicina difensiva, aggiornamento professionale, innovazione tecnologica e formazione delle nuove leve di chirurghi i capisaldi del programma di Corcione: “Parte del mio mandato sarà quindi dedicato a riproporre la chirurgia come un atto medico con tutti i suoi limiti, che può essere migliorato ma che non ha caratteristiche di infallibilità. Ritengo che riorganizzare le dinamiche di dialogo con i pazienti e i familiari potrà aiutare a diminuire le denunce che interessano l’80 per cento dei chirurghi con punte superiori in alcune discipline come la ginecologia e la chirurgia plastica”.