Prime anticipazioni sul piano che porterà all’abbattimento dell’ecomostro di Alimuri

L'ecomostro di Alimuri

VICO EQUENSE. L’abbattimento dell’ecomostro di Alimuri non avrà contropartite. Nessun albergo o struttura turistica di pari volume verrà costruita in altre parti del territorio di Vico Equense. Lo scheletro di cemento che deturpa da 50 anni il paesaggio della penisola sorrentina, andrà finalmente giù e l’iter sarà più semplice del previsto. Da un attento studio effettuato dalla Giunta guidata dal sindaco Gennaro Cinque, con il contributo determinante dell’assessore ai Lavori pubblici Antonio Elefante, è emerso che quel manufatto è sempre stato illegale poiché non rispetta le relative autorizzazioni concesse ai proprietari. In tal modo viene sciolto quel legame con la proprietà che ha costituito il presupposto dei vari tentativi di risoluzione della vicenda in tutti questi anni.

Il Comune può, dunque, avviare l’iter per l’abbattimento, di sua iniziativa.
Dopo 50 anni di attese, di illusioni e di contrattazioni si è aperta una strada talmente semplice e veloce che lascia tutti senza parole. “Vi è la possibilità di procedere rapidamente alla demolizione della costruzione – ha spiegato il sindaco – perché abbiamo scoperto un nuovo iter da seguire. Abbiamo studiato attentamente tutte le carte relative alla vicenda, e sono emersi elementi nuovi, su cui mai nessuno, prima, aveva posto l’attenzione”. Con una delibera di Giunta approvata venerdì scorso l’amministrazione ha indirizzato gli uffici competenti sul percorso da seguire per giungere al tanto atteso abbattimento. Il suo contenuto verrà esposto oggi, durante la conferenza stampa prevista per le 10,30 presso la nuova casa comunale, alla quale parteciperanno il sindaco e l’assessore Antonio Elefante, insieme ad altri membri dell’esecutivo cittadino.

L'ecomostro di Alimuri

L’ecomostro di Alimuri

Si sta delineando, dunque, la fine per una telenovela a puntate che sembrava non giungesse mai a termine. Tante le battaglie ambientaliste condotte in questi anni con l’obiettivo di spronare Comune, Regione e Stato ad agire affinché lo scheletro di cemento, che compare anche nella lista degli ecomostri di Legambiente, venisse eliminato. “Siamo felici di apprendere che forse questa vicenda avrà a breve un lieto fine – ha commentato Claudio d’Esposito, presidente del Wwf penisola sorrentina –. Sarà necessario mettere in sicurezza l’intera area: il costone è pericolante, il rischio frane è altissimo”.