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Piromane del Faito, il Comune di Vico Equense parte civile – video –

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VICO EQUENSE. Il presunto piromane del Faito, Cipriano Di Martino, sarà giudicato con rito abbreviato per il reato di incendio boschivo doloso. Ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata, Giovanni De Angelis, ha accolto le richieste di costituzione di parte civile avanzate dal Comune di Vico Equense, da Pro Faito Onlus, Wwf, Vas. Accolta anche l’istanza di giudizio abbreviato formulata dai difensori di Di Martino, Enrica Visconti e Giuseppe Ferraro, che garantirà all’imputato una riduzione di pena in caso di condanna. La discussione è stata poi rinviata al prossimo 10 gennaio. Mentre il 60enne che risiede nella frazione collinare di Moiano al momento rimane agli arresti domiciliari nella sua abitazione.

Una vicenda innescatasi il giorno di Ferragosto quando da Monte Faito si sono spronate le prime fiamme. Immediatamente gli inquirenti hanno la certezza che l’incendio abbia origini dolose ed il giorno successivo Cipriano Di Martino viene arrestato dai carabinieri della stazione di Vico Equense in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. L’uomo è rimasto rinchiuso nel carcere di Poggioreale con l’accusa di aver causato un incendio boschivo esteso con danni persistenti all’ambiente, con le aggravanti di aver creato pericolo alle abitazioni e aver generato un ampio danno all’ambiente. Il 60enne, dopo un primo tentativo di negare le proprie responsabilità e fornendo un alibi, grazie all’accurata ricostruzione degli uomini dell’Arma che hanno raccolto testimonianze e immagini del sistema di videosorveglianza comunale, ha poi ammesso: “Non so perché l’ho fatto, ho preso i fiammiferi e ho dato fuoco”.

Il giudice per le indagini preliminari, però, non ha convalidato il fermo ed il Tribunale del riesame ha modificato la misura cautelare dal carcere agli arresti domiciliari. La tesi della Procura è che Di Martino, all’alba della mattina di Ferragosto, avrebbe raggiunto la località “Conca” del Monte Faito con la sua Ape Piaggio verde (nella foto in alto) e avrebbe incendiato il bosco. I difensori, invece, ritengono che non ci sia stato dolo, ma che si sia trattato di un incidente. In ogni caso ancora oggi gli abitanti della montagna pagano le conseguenze dei danni provocati dai roghi che hanno determinato la frana che ancora mantiene isolata la zona del Faito.