Ordinanza anti accattonaggio: I precedenti e le reazioni

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SORRENTO. L’ordinanza emessa ieri dal sindaco Giuseppe Cuomo non rappresenta una novità assoluta per la città del Tasso. Già nel lontano 2008, infatti, l’allora primo cittadino, Marco Fiorentino, emanò un provvedimento che imponeva un giro di vite contro l’accattonaggio. Un paio di anni dopo, nel 2010, anche Giovanni Ruggiero, sindaco di Piano di Sorrento, firmò un analogo dispositivo. Insomma in penisola sorrentina già si era tentato di arginare il fenomeno, ma evidentemente con scarsi risultati. Ora Cuomo ci riprova, anche se non incontra favori incondizionati. Il primo a sollevare perplessità è don Carmine Giudici, parroco della cattedrale cittadina e punto di riferimento della Caritas diocesana. È proprio a tale organizzazione che, secondo l’ordinanza, andranno devoluti i soldi confiscati ai questuanti.

“La Caritas diocesana finora non è stata investita direttamente dell’iniziativa – osserva don Carmine – e peraltro non vedo come possa accettare i proventi confiscati. Sarebbe contrario ad ogni logica di carità cristiana. Al di là di considerazioni formali, pur condividendo il rispetto delle leggi di tutela del decoro e della salvaguardia dell’immagine della città, non si possono accettare passivamente iniziative coercitive che ledono misericordia e carità cristiana. Co- me si fa a ipotizzare di togliere ai poveri per dare ai poveri?”. Don Carmine ammette poi di non vedere un’escalation del fenomeno tale da giustificare l’ordinanza. “Ho il timore che il divieto possa avere una ispirazione elettorale. Sarebbe preoccupante dover constatare come un atteggiamento leghista sia sbarcato o rischi di sbarcare anche a Sorrento. È auspicabile, invece, una apertura più costante al dialogo, ricordando le parole di Giovanni Paolo II pronunciate in occasione della sua visita pastorale alla nostra diocesi nel 1992: è forte la tentazione di aderire alla congiura del silenzio che soprattutto nelle località turistiche cerca di allontanare o addirittura rimuovere il ricordo di chi ha fame o giace nella miseria; di chi è senza casa o è privato dei diritti fondamentali”.

Mentre la chiesa è critica nei confronti del provvedimento, gli albergatori si dicono prudenti, ma non contrari. “La presenza di questuanti che stazionano in diversi punti della città – ammette il presidente di Federalberghi, Costanzo Iaccarino – non è passata inosservata agli occhi dei turisti. Abbiamo registrato numerose segnalazioni sulla presenza di mendicanti, un fenomeno diffuso sul quale è giusto riflettere per prevenirlo con provvedimenti adeguati”.