Ordinanza anti accattonaggio, la chiesa contro il sindaco

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SORRENTO. Comunicato ufficiale dell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia contro l’ordinanza anti accattonaggio del sindaco Giuseppe Cuomo. La nota, che fa seguito alle esternazioni del parroco della cattedrale cittadina, don Carmine Giudici, è apparsa
sul sito dell’ente guidato dall’arcivescovo Francesco Alfano. Il riferimento è alle parole di Giovanni
Paolo II proclamate a Sorrento in occasione nella
visita pastorale del
1992 ed anche al messaggio
di Papa
Francesco, che sogna: “Una Chiesa per i poveri”.

Chiaro l’invito del comunicato dell’arcidiocesi che parte proprio dalle parole di San Giovanni Paolo II: “Animati da profonda fede, non cedete mai a compromessi ispirati dal desiderio del facile guadagno. Promuovete sempre, in maniera autentica, la causa dell’uomo. Mentre vi sforzate di migliorare e rendere più efficienti i servizi per il tempo libero, non chiudete gli occhi dinanzi a tanti fratelli vicini e lontani, privi ancora del necessario. È forte, infatti, la tentazione di aderire alla congiura del silenzio, che, soprattutto nelle località turistiche, cerca di allontanare, o addirittura di rimuovere, il ricordo di chi ha fame, o giace nella miseria, o è senza casa, o è privato dei propri diritti fondamentali. Sono le parole che Giovanni Paolo II, ha rivolto ai sorrentini. La Chiesa è per sua stessa vocazione accogliente verso i poveri. Ed una Chiesa povera per i poveri è quella che Papa Francesco sogna, come ha detto egli stesso, a pochi giorni dall’elezione al soglio pontificio. Fa, perciò, clamore in questi giorni l’ordinanza adottata dal sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, in riferimento all’accattonaggio molesto. Nell’ordinanza è previsto che i soldi confiscati ai mendicanti vadano alla Caritas diocesana di Sorrento. La Caritas, però, non è stata consultata e non accetterà di ricevere le elemosine confiscate”.

Sulla questione interviene anche la sezione cittadina del Partito democratico, che chiede ufficialmente al sindaco “di annullare l’ordinanza, informare il Prefetto della questione sollecitando un suo intervento immediato per gli aspetti che riguardano la sicurezza dei cittadini e l’ordine pubblico e di chiedere alla Caritas diocesana e alle associazioni di volontariato presenti sul territorio di collaborare, laddove se ne ravvisino le condizioni, coordinandosi con il Piano sociale di zona peninsulare”.