Omicidio stradale, se ne discute a Vico Equense

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VICO EQUENSE. Un importante seminario è in programma oggi presso la sala delle Colonne dell’istituto Santissima Trinità e Paradiso, organizzato dall’Associazione Nazionale Polizia Locale e dal comando della Polizia Municipale di Vico Equense. Si parlerà della nuova legge 41/2016, meglio conosciuta come “legge sull’omicidio stradale”.

Sono notizie di ogni giorno quelle relative ad incidenti stradali che presentano caratteristiche ingiustificabili. Molte sono le vittime innocenti che pagano per il dolo e per la colpa di guidatori che, in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, si mettono alla guida di un’autovettura; così come, molti sono gli incoscienti che trasformano la strada in una pista da corsa, convinti di poter correre senza conseguenze e che invece, sono autori di terribili incidenti mortali.

La legge 41/2016 prevede l’introduzione di un nuovo reato, che può essere posizionato a metà strada tra l’omicidio doloso e quello colposo: chiunque provoca la morte di una persona in seguito a comportamenti pericolosi alla guida, oppure conducendo un veicolo sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza, può subire una condanna a una pena che va dagli otto ai dodici anni di reclusione, che diventano 18 in caso di aggravanti, ovvero nei casi di fuga o omicidio di più persone. Previsto anche il ritiro della patente: a seconda dei casi, la revoca del permesso di guida va da un minimo di 5 ad un massimo di 30 anni.

Con le nuove misure dunque l’omicidio stradale diventa un reato a sé, graduato su tre varianti. In particolare, resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il Codice della Strada. Ma la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi.

Con le nuove regole chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischierà da 8 a 12 anni di carcere. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio).

La pena può però aumentare della metà se a morire è più di una persona: in quel caso il colpevole rischia fino a 18 anni di carcere. Fondamentale è il ruolo delle polizie municipali, così come degli altri organi di polizia stradale, nel rilievo degli incidenti e nell’azione di contrasto contro i pirati della strada. A relazionare sull’argomento saranno il dirigente della Polizia Stradale di Grottaminarda, Antonio de Bellis ed il presidente dell’Associazione Nazionale Polizia Locale, Ivano Leo.