Omicidio Amuro, investigatori a caccia del movente

carabinieri Piano

PIANO DI SORRENTO. Le continue liti tra fratelli ed anche uno scambio di denunce tra lo zio e la nipote. Sarebbero questi i motivi che portarono Salvatore Amuro ad uccidere il fratello Francesco. A delineare il quadro che dovrebbe portare a capire il movente dell’omicidio sono stati i carabinieri di Piano e di Sorrento, che da giorni ormai, sono al lavoro con un unico obiettivo: dare riscontro alle parole con cui l’assassino ha confessato di aver ucciso il fratello per poi scioglierne il cadavere nella soda caustica.

Ora, infatti, dall’inchiesta emerge ora un altro particolare. Prima dell’estate la vittima aveva litigato con la nipote, cioè con la figlia del fratello (che comunque non è indagata). Il diverbio era poi degenerato e i due erano venuti alle mani, con la ragazza che aveva denunciato lo zio Francesco per lesioni. L’uomo, a sua volta, si era fatto refertare le contusioni riportate per poi segnalare la vicenda alle forze dell’ordine.

Fino alla vigilia di Natale, inoltre, gli investigatori hanno ascoltato alcuni familiari di Salvatore e Francesco Amuro come persone informate sui fatti. Le diverse deposizioni hanno confermato la tesi in base alla quale i rapporti tra i fratelli erano conflittuali. Il che coincide con quanto riferito dall’assassino ai carabinieri dopo l’arresto: “Non sopportavo più le angherie di Franco, perciò l’ho ucciso”.

Gli inquirenti hanno anche a disposizione le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza in piazza Mercato a Piano di Sorrento che consentono di ricostruire gli spostamenti dell’assassino. Toccherà, invece, al Ris effettuare gli accertamenti sui residui trovati nel bidone dove il cadavere di Francesco Amuro è stato sciolto.