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Oggi in costiera flash mob per chiedere la fine della Dad

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Questa mattina in programma flash mob in tutte le principali piazze della penisola sorrentina per chiedere la ripresa della didattica in presenza in tutte le scuole del comprensorio tra Vico Equense e Massa Lubrense. Studenti, docenti e genitori si sono dati appuntamento dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 20.

“Unitevi a noi e facciamo sentire la nostra voce e quella dei bambini e ragazzi che non chiedono altro se non poter tornare alla normalità, a scuola”, l’appello lanciato dagli organizzatori la manifestazione che si terrà nel rispetto delle norme vigenti in materia anti Covid con il rispetto del distanziamento ed indossando la mascherina.

Questa la nota diffusa insieme all’appello a prendere parte ai flash mob:

“A marzo 2020 il Presidente del Consiglio dei Ministri dichiara che l’Italia è in lockdown. La politica prende una decisione per il Paese tutto: le scuole di ogni ordine e grado vengono chiuse.
A luglio 2020, da quando è stata demandata ad enti regionali e comunali la possibilità di applicare ulteriori restrizioni ai DPCM, di fatto stiamo assistendo, in particolare in materia scolastica, ad una disgregazione della politica nazionale. Il governo, infatti, coerentemente con la tendenza decisionale europea, ha deliberato anche nelle zone rosse, l’apertura di tutte le classi delle elementari e della prima media.
Invece in Campania le scuole di ogni ordine e grado sono chiuse da marzo 2020. Ci sono stati soltanto circa 15 giorni in presenza, a ridosso delle elezioni regionali, con una riapertura successiva, stentata e parziale di alcuni cicli scolastici, nello specifico scuola materna e prima e seconda elementare. Apertura ulteriormente limitata da molti sindaci che, anche in assenza di dati allarmanti nei loro Comuni, hanno comunque deciso di tenere tutte le scuole chiuse. La Campania rappresenta quindi un’anomalia rispetto a tutto il resto d’Italia e di Europa.
Ci chiediamo a fronte di questa ingiustizia sociale dove sono le donne e gli uomini della Politica? Dove sono i rappresentanti politici eletti in Campania?
Abbiamo scritto e inviato petizioni, movimentato le piazze e l’opinione pubblica. Come è possibile che le voci di coloro i quali rivendicano diritti ed uguaglianza sociale e territoriale sono rimaste inascoltate?
Studi nazionali ed internazionali confermano che chiudere le scuole non è funzionale al controllo della pandemia. Potremmo citare l’ECDC, il centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie, che afferma che le scuole non sono focolai di contagio oppure l’ultimo rapporto dell’istituto superiore di sanità che indica al 2% il tasso di contagio nelle scuole.
Inoltre, nelle regioni in cui la scuola è stata garantita in presenza, ha dimostrato di essere funzionale al tracciamento, garantendo così non solo un diritto costituzionale, ma un presidio aperto ed inclusivo che sui territori ha svolto un ruolo di presenza istituzionale.
Laddove la scuola è chiusa tutto questo è venuto a mancare. Centinaia di famiglie, bambini e adolescenti sono stati abbandonati a sé stessi, soli e alienati dietro gli schermi, immersi in un grande videogioco con un finale che si preannuncia drammatico, se non si correrà ai ripari quanto prima. I danni psico-fisici, la disaffezione alla socialità, la demotivazione all’apprendimento, l’emarginazione e l’abbandono scolastico sono la pandemia silente della Regione Campania.
In questo scenario vediamo l’aggravarsi della non inclusione scolastica di alunni ed alunne con disabilità, soprattutto nel Mezzogiorno, dove si attesta ad una percentuale del 29% (Dato ISTAT) la non partecipazione alle lezioni on line tra aprile e giugno 2020. Questo dato ci conferma che la DAD aumenta la forbice delle disuguaglianze, sociali e non solo.
La comunità educante fatta da insegnanti, genitori, alunni e lavoratori della scuola è uno degli elementi di forza per la crescita di ogni Comunità: le scuole chiuse rendono una comunità insicura di scegliere cosa sia giusto per il futuro.
A fronte di queste evidenze, quali sono i dati che hanno motivato la scelta della chiusura ad oltranza delle scuole della Campania, comprese elementari e medie?
Non c’è stata diffusione e trasparenza dei dati a supporto di questa decisione, ma sappiamo che ci sono cause di contagio che agiscono, non controllate, fuori dalla scuola (trasporti carenti, sanità pubblica depotenziata), con nessuna pertinenza con le scuole “a chilometro zero”, ossia di quartiere, tendenzialmente asili, elementari e medie. Il prezzo altissimo che la scuola paga è allora causato da una politica che ha visto tagliare in modo indiscriminato fondi a sanità, scuola e trasporti; il rischio enorme è che la scuola si trasformi da diritto costituzionale e servizio pubblico a richiesta on demand.
Partendo dal fatto che rischio e contagio per gli studenti non provengono dalla scuola, prendendo atto che grazie a tutte le azioni messe in campo dai lavoratori, presidi ed insegnanti, la Scuola è un luogo protetto con regole e procedure adeguate e gestite, chiediamo che la Politica e chi la rappresenta, attraverso i partiti, sia in grado di garantire quel ruolo di corpo intermedio dello Stato che unisce cittadini e istituzioni.
Infatti la pandemia non si vince solo con l’attenzione e il lavoro del personale scolastico e medico, ma con l’intervento della Politica, attenta al Bene Comune e impegnata a cambiare strutturalmente quanto necessario, in base ai bisogni ed al benessere dei cittadini. Questo è il compito della Politica, animata da responsabilità, capace di intraprendere strade coraggiose e trasparenti, necessarie al buon funzionamento dello stato di diritto.
È ora tempo che i rappresentanti istituzionali, Campani e non solo, facciano un atto politico di restituzione della Scuola pubblica in presenza in Campania, perché l’istituzione scolastica, come ogni luogo, vive solo se vissuta. Un diritto sancito costituzionalmente come quello all’istruzione, non può essere lasciato alla gestione di poteri ed autorità locali. È il momento delle responsabilità e dell’azione”.